Di ritorno dall’evento Leica, a Wetzlar, ho imparato che… (riflessioni a caldo)

La Leica M10 è una gran bella macchina, davvero.

Ok, non serviva andare fino a Wetzlar per saperlo, ma, vederla e provarla li, nel posto in cui è stata concepita, ha un altro effetto. La Leica M10 è un prodotto pensato, ragionato, creato su misura per la fotografia, come un abito perfettamente tagliato e cucito da un sarto. Il corpo macchina, oltre ad essere curato in ogni dettaglio e massiccio, pesante il giusto, ha pochissimi pulsanti esterni, solo il necessario per fare fotografia. Il mirino, più ampio e luminoso, ti porta al centro della scena mentre la osservi, eliminando ogni distrazione. È una macchina costruita “solo” per fare la fotografia. Fotografia, appunto. Concentriamoci solo su quella, please.

I costi, alti, di una Leica M, sono giustificatissimi, per carità.

Mi è bastato fare un tour attraverso la linea di produzione della Leica M, nella sede centrale di Wetzlar per capire quanta professionalità, quanta cura nei dettagli, quanta umanità e soprattutto manualità ci sia dentro ogni macchina o lente prodotta dalla Leica. Ho visto operai dipingere (per applicare il “coating”) manualmente ogni singola lente di un obbiettivo, controllare i corpi macchina maniacalmente in ogni dettaglio. Non sono prodotti creati in massa attraverso freddi sistemi automatizzati, ma c’è ancora molto intervento umano in ogni passo del processo produttivo, una buona percentuale di artigianato unito all’esperienza. Insomma, ogni Leica M e ogni obbiettivo M, ha una sua anima ed un suo valore, non solo materiale. Complimenti alla Leica.

I fotografi, più sono grandi, piú sono umili.

Più si credono grandi, più sono presuntuosi e antipatici. E, nella fotografia di oggi, c’è tantissima presunzione, cosÌ come tanti illusi. Quando mi ritrovo in un evento pieno di fotografi e appasisonati, vedo sempre troppa poca passione e tanto ego. Poca voglia di condividere, tanta presunzione di insegnare e di difendere il proprio sacro sapere sulla fotografia… Poca apertura, molta chiusura… Della serie, io sono io, e voi non siete un… 

Un grande fotografo, lo è perchè semplicemente esprime tutta la sua passione e il suo entusiasmo nel raccontare il mondo che lo circonda e nella fotografia stessa. E ama condividerla. Il grande fotografo è una persona umile, che ama profondamente la fotografia e fotografare, nel suo gesto più semplice e classico. Il resto, tecniche, regole, certificati e premi, sono solo maschere e fronzoli non sempre necessari. Ogni grande fotografo che ho conosciuto e/o ascoltato, da Scianna a Koudelka, da Sessini fino a Meyerowitz, mi ha sempre colpito per la semplicità, la passione e soprattutto l’entusiasmo con cui racconta le propria esperienze e le sue conoscenze. Non li ho mai sentiti parlare di tecniche, regole, ricchi premi e cotillons.

La fotografia dei grandi, ha la semplicità e l’entusiasmo dei piccoli.

Joel Meyerowitz…

…un ragazzino di 78 anni, pieno di energia ed entusiasmo contagioso, in una forma strepitosa. Mi sono sentito parecchio piu vecchio di lui. Personaggio fantastico. Chapeau.

Comprerò la Leica M10.

Non so quando, ma so già che sarà la mia prossima macchina! M10, un numero tondo, perfetto, come 40, gli anni che compio questo anno. Coincidenze? Non credo 🙂

Buona luce e a presto,

Sabino


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Photographing Polignano, with a stormy sea (and my Leica M)

Not always a cloudy day with strong winds means not being able to take good pictures, especially if you are in that wonderful land that is Puglia. These days, in fact, I am here in my hometown, to celebrate the New Year with my family and, of course, I have with me my Leica M and some lenses.

A few days ago, the weather was not the best, raised a strong wind that made me immediately think of how great it is the stormy sea, in the winter season. And so, given that just a few kilometres away from my hometown, Mola di Bari, there is the beautiful and scenic village of Polignano a Mare, perched on a cliff overlooking the sea, I did not think twice and literally ran over there to photograph.

The show, once on place, is breathtaking:
high waves breaking on the cliffs, making the village, looking like a large ship adrift at sea.

The voice of the sea is impetuous and has something magic, the wind is very strong and my legs are almost trembling when I position myself near the edge of the cliff overlooking the sea.

I always look for a human element in landscape photos

On my Leica M, I mount first the Summicron 28mm f2 ASPH, and, as I always do, when I have to photograph a landscape, I start seeking a human element to be included in the picture to make the frame even more dynamic and real. So, now I see a couple intent on getting a selfie, he has a long arm with which it holds a mobile phone, and the treasures are almost the same colour of the rock, making all so harmonious.

I do not have much time to capture the scene, 3-4 seconds maybe, not more, but on my side I have the advantage of having set zone focus, on my lens, at a distance of 3 meters and so I do not have to worry about focusing, but I can quickly point and shoot. This is one of the things I love about my Leica M: once you learn how to handle the zone focus, even if it is completely manual, it’s almost impossible to miss a shot!

Waiting for the perfect wave

You know, photography is about waiting and patience, and for that, I remain on the spot a little bit more, waiting for the perfect wave that infringes on the cliff, and that makes the picture more dramatic. I mount on the machine, the Voigtlander Skopar 21mm f4, to try to capture the majesty of the scene, including both the stormy sea and village.

I could stay there to photograph this spectacle of nature for hours, the sea is my element, it makes me feel at home, and each wave that breaks, makes me my heart palpitate.

But the sun is already high, it’s noon and the light now too strong, so I decide to go home.

Why not be back at sunset?

The wind continues throughout the day, and is too strong the call of the sea and the memory of the scenes seen in the morning, to convince me to return to Polignano just before sunset. The decision is, in fact, perfect: the landscape has a softer and more uniform light, waves are higher and the sky is now cloudy, and therefore more dramatic, the little lights that turn on at dusk, make the scene to my eyes, wonderful and surreal.

Low exposure times to capture the movement of the waves

Now I can try to make some different pictures, taking advantage of the low light and so to have lower exposure time, that allows me to capture the movement of the stormy sea. I also carry with me a small tripod Manfrotto. I try to stand in the best viewpoint and start shooting. Unfortunately, the wind is really strong, the tripod is not very stable and I try to protect him with my body and hands. With some difficulty, I can set the exposure time around 4 or 8 seconds and the result is very nice.

In this photo (my favorite), with an exposure time not so slow, the sea seems to have been designed by the brushstrokes of an artist.

Leica M, not only for street…

In this difficult situation, the Leica M worked very well, also in low light, proving, once again, that this camera system is not only good for the street, but also for landscape photos.

I leave you now to the complete gallery, with the most beautiful photos taken on this memorable day.


Stormy sea , over Polignano a Mare

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Grande novità: sono stato invitato all’evento speciale Leica di Gennaio 2017!

Oggi ho ricevuto una email che mi ha fatto felice come un bambino e che non immaginavo potesse mai accadere. Un regalone di Natale anticipato e molto gradito.
Sono stato invitato all’evento speciale Leica, al Leitz Park di Wetzlar, “Celebration of Photography”, una serata dove molto probabilmente verrà presentata la nuova Leica M (10?) e dove ci sarà anche la premiazione e l’incontro con il grande fotografo Joel Meyerovitz.

Ecco l’invito e la conferma della mia registrazione all’evento

“Dear Mr Parente,
Dear friends of photography and the Leica brand,

As you know, we have been concentrating on “Das Wesentliche” for more than 100 years. Concentrating on what makes our hearts beat faster: Photography. The art of photography. The perfect picture.

We would, therefore, like to invite you to our “Celebration of Photography” in the Leitz Park on the evening of January 18, 2017, where you can join us in welcoming the seventh photographer to be honoured with the “Leica Hall of Fame Award”:

Joel Meyerowitz

This award expresses our profound appreciation of his lifework. By the way, the award winner will be discussing his life and work in the morning on January 19, 2017.

Enjoy a special evening with us at our “Celebration of Photography” – together with friends of Leica, photographers, artists, journalists, and prominent and international guests – in other words, with all those who, just like you, are friends of the Leica brand.
Under the motto “Inspiration sehen”, you will also have the chance to experience the latest milestone of Leica photography.”


Una notte da bollino rosso, per sognare ad occhi aperti.

Che meraviglia, un sogno ad occhi aperti. Sarà una immersione totale nel mondo Leica e in quello della Fotografia, vissuta con gli occhi di chi è ancora piccolo e sconosciuto ma con una passione e una voglia da primo della classe.

Ovviamente vi raccontero tutto di questa due giorni, le novità dal mondo Leica, le mie impressioni e i miei incontri, quindi, segnatevi la data, 18 e 19 Gennaio 2017.

Buona giornata,
Sabino

Barche vietnamite in Hoi An

Queste tipiche imbarcazioni in legno sono molto fotogeniche, soprattutto se guidate da una donna vietnamita con il tipico cappello conico. Ad Hoi An, lungo il fiume, se ne vedono molte e il momento migliore per fotografarle. è la mattina presto, quando i turisti in giro sono pochi e la luce è morbida e delicata.

Per queste foto ho utilizzato, sulla Leica M typ 262, l’Elmarit 90mm, per isolare meglio il soggetto, eliminando ogni elemento di disturbo intorno. L’acqua del fiume come sfondo, mi dava un senso di pace ed equilibrio alla scena. Inoltre, ero sul di un ponte e quindi non avevo la possibilità di avvicinarmi, ma avevo un punto di vista, dall’alto, molto bello.

 

Vietnamese boats in Hoi An

These traditional wooden boats are very photogenic, especially if guided by a Vietnamese woman with traditional conical hat. In Hoi An, along the river, you can spot many of them, and the best time to photograph. is the early morning, when there are only few tourists around and the light is soft and delicate.

For these photos I mounted, on the Leica M typ 262, the 90mm Elmarit f2.8, to better isolate the subject, eliminating any disturbance around. The green water of the river, as background, gave a sense of peace and balance to the scene. Also, I was on a bridge, and so I had no chance to get closer, but I had a point of view, from above, very nice.

Storia di un ritratto ad una donna vietnamita

Sono in Vietnam, nella splendida cittadina di Hoi An, e ho deciso di prendere una bicicletta per esplorare la campagna e i villaggi lontani dal centro.

Mentre attraverso un piccolo villaggio di pescatori, alla mia sinistra, vedo tre persone sedute davanti la porta di casa intente a riparare una verde lunga rete da pesca. La scena mi sembra subito molto bella, naturale e semplice, ma è la donna al centro quella che subito attira tutta la mia attenzione.

Prima cosa, osservo tutto, comincio a disegnare la foto.

In pochi secondi osservo tutto. Una donna anziana, seduta per terra, ripara una rete da pesca, verde. Ha lineamenti molto dolci e il viso segnato dalle rughe, ma si intravedono i segni di una bellezza che la vecchiaia non può cancellare.

L’anziana donna indossa, con semplicità ed in un certo modo anche eleganza, uno straccio di stoffa abilmente intrecciato sulla testa, aperto sulla fronte, lasciando intravedere i grigi capelli raccolti in maniera ordinata. Indosso, una magliettina leggera e raffinata, di un colore, lilla, che le illumina il viso e da un tocco di colore a tutta la scena. Sullo sfondo, un muro con bella texture chiara e segnata dal tempo, ed una porta marrone. Tutto è cosÌ bello ed equilibrato, nessun elemento di disturbo, per fortuna.

Probabilmente mi trovo davanti al soggetto piú bello che mi sia capitato fino ad ora.
La scena, nell’insieme è gia bellissima.

Dalla visione alla realizzazione della foto

Scendo dalla bici e cammino verso di lei, ma avverto un po di ansia perchè ho paura di rompere l’equilibrio di quel momento di vita, di interrompere la naturalezza e la spontaneità. Voglio esserci, ma allo stesso tempo vorrei essere invisibile.

Cosi, tornando razionale, so di avere a disposizione pochissimi minuti, dopodichè, tutto svanirà per sempre, perchè la fotografia di strada non è replicabile, non aspetta, il momento è unico.

Devo velocemente decidere quale lente da usare, non posso star li a cambiare focale rischiando di rovinare tutto e perdere l’attimo. Ne devo usare solo una. Voglio un ritratto della donna, devo decidere tra il 50mm e il 90mm. Il suo viso e’ bellissimo, ma non posso avvicinarmi troppo, con il 50mm potrei essere troppo distante, cosi decido di montare il Leica Elmarit 90mm f 2.8

Non sono ancora sulla scena, non mi hanno ancora visto. La prima cosa che faccio, per avere subito consapevolezza dello stato della mia macchina fotografica, è scattare una foto a vuoto. La guardo, la uso come punto di partenza e comincio inconsciamente ad elaborare tutti i valori e le combinazioni. Voglio avere lei a fuoco e lo sfondo sfuocato, cosi imposto il diaframma tra f4 e f5.6. Vorrei scendere a 2.8, ma avendo poco tempo ho paura di perdere il fuoco.

Ecco, sono sulla scena, ma prima di concentrarmi sul ritratto della donna, voglio fotografare tutto l’insieme, per contestualizzare i soggetti. Cavolo, ho il 90mm, sono un po’ stretto, devo farla prima di avvicinarmi. Mi fermo sul marciapiede, mi abbasso e, click, click, scatto un paio di foto e mi rendo conto che i tempi di scatto sono troppo bassi, ho bisogno di tempi piu’ alti, ho bisogno di piu’ luce.

Alzo gli ISO da 400 a 800, tutto in un attimo, mentre scatto. Non devo perdere tempo, è il momento di fotografare la donna. Faccio un passo di lato per fare prima un ritratto a figura intera, dato che sono gia alla giusta distanza. La donna mi guarda e mi sorride, ma continua a lavorare alla rete.

Ancora tre passi avanti

Bene, non ho interrotto il momento, per fortuna, ma devo fare in fretta, più tempo sono li, più alta è la possibilità che tutto cambi. É il momento piu’ importante, faccio 3 passi avanti e mi avvicino alla donna, nel cuore della scena, sperando che non si sposti o non cambi il suo stato d’animo o, peggio, la sua posizione.

Sono emozionatissimo e pieno di adrenalina.

Vedo solo lei nel mirino della mia Leica, ora siamo solo io e lei, e “vedo” la foto che poco prima mi ero costruito in testa. Mi concentro sul telemetro, giro lentamente la ghiera della lente, le due immagini sono ancora sdoppiate, altro mezzo giro e, si, ora combaciano, ecco, adesso è a fuoco, ma non è ancora il momento, voglio il contatto visivo.

Non posso chiederglielo, deve essere tutto naturale, ma la imploro nella mia testa… guardami, ora, ti prego.

Lei mi guarda, un attimo, con un piccolo sorriso che le illumina quel viso dai lineamenti orientali, gli occhi appena aperti, la luce è perfetta. Scatto. Click! Click!

Gia che ci sono, ne faccio una in orizzontale e una in verticale, ne vorrei altre, vorrei star li a fotografare ancora, ma sento che il momento è finito, la mia adrenalina si è scaricata del tutto, sento di aver ottenuto quello che volevo e che non posso avere di più.

La fotografia è la medicina dell’anima.

Sono strafelice, la ringrazio a mani giunte, una, due, tre volte, lei ricambia con altri sorrisi e riprende a lavorare alla sua rete.
Mi rimetto sulla bici e continuo a pedalare, sentendomi fotograficamente appagato. Non riguardo le foto, ho troppa paura di averla sbagliata, anche se dentro di me so di averla presa. Ma voglio continuare a godermi il momento, rivedere tutto nei miei freschi ricordi. Poi guardo la mia macchina fotografica, e con uno sguardo la ringrazio e la rimetto nella borsa, come fosse il più prezioso dei diamanti da custodire.

Ci saranno altri soggetti e altre foto da fare, altre emozioni da vivere, ma nessuna sarà mai uguale all’altra, e questo è quello che mi fa amare follemente la fotografia.

Ritratto di una donna vietnamita
(Leica M typ 262 con Elmarit 90mm f2.8)


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Story of a portrait of a Vietnamese woman

Vietnam, in the ancient town of Hoi An, it’s a new day of my trip and I decided to take a bike to explore the countryside and the villages far away from the city.

While cycling through a small fishing village, to my left, I see three people sitting in front of the front door, intent on repairing a long green fishing net. The scene seems just very nice, natural and simple, but is the woman at the centre that immediately catches my full attention.

First, I look around, starting to draw the photo.

Within seconds, I observe everything. An elderly woman, sitting on the floor, repairing a green fishing net. She has a very sweet face and  wrinkled, but there are signs of a beauty that old age cannot erase.

The older woman wears, simply and in a way also elegance, a skillfully woven cloth rag on her head, opened on the forehead, revealing grey hair, collected in an orderly manner. Wearing a light and refined t-shirt, in a colour, lilac, that illuminates the face and gives a touch of colour to the whole scene. In the background, a wall with a nice texture marked by time, and a brown door. Everything is so beautiful and well balanced, no disturbance, fortunately.

Probably, I am in front of the most photogenic portrait I’ve ever had, until now.
The scene, as a whole, is already beautiful.

From vision to realisation of the picture

I get off the bike and walk toward her, but I feel a bit of anxiety because I’m afraid of upsetting the balance of that time of life, and influence the naturalness and spontaneity. I want to be there, but at the same time, I would like to be invisible.

So, returning to be rational, I know I have only a few minutes, then everything will vanish forever because street photography is not replicable, does not wait and that time is unique.

I have to quickly decide which lens to use, I can not change focal while i’m in the action, with the risk to ruin everything and miss the moment. I must use only one. I want a portrait of the woman, I have to decide between 50mm and 90mm. I like her face, but if i use the 50mm, I can not get too close, so I decided to mount the Leica Elmarit 90mm f2.8

I’m not yet on the scene, they have not seen me yet. The first thing I do, to have awareness of the state of my camera, is taking a random picture. Then I look at it and I use it as a starting point. Unconsciously, I begin to process all the values and combinations. I want her to be in focus and blurred background, so i set the aperture value between f4 and f5.6. I would go down to f2.8, but as i have very short time, I’m afraid to lose focus.

Here I am, now on the scene, but before focusing on the woman’s portrait, I want to photograph the whole scene, so to frame all the subjects. Damn, I have the 90mm, I-m a bit too tight, I have to take the picture before getting too close. So I stop on the sidewalk, get down on my legs, and, click, click, I snap a few pictures but I realise that the shutter speed is too low, I need faster time, I need more light.

I raise the ISO from 400 to 800, all in an instant, while shooting. I must not lose time, it’s time to shoot the woman. I step to the side to get first a full portrait since I’m already at the right distance. The woman looks at me and smiles, but continues to work on the net.

Three more steps forward

Well, I have not ruined the scene, thank goodness, but I have to hurry, the longer I stay, the higher the possibility that everything changes. This is the most important moment, I do three steps forward and I approach the woman, in the heart of the scene, hoping she does not move or change her mood or, worse, her position.

I’m so excited and full of adrenaline.

I only see her through the viewfinder of my Leica, now it is just me and her, and finally I “see” the photo that just before I had built in my head. I focus on the rangefinder, slowly turn the lens focus ring, the two images are still split, another little turn and, yes, now they fit together, she is in focus… but it is not yet time… I want to have eye contact…

I can not ask her, it must be all natural, but I implore her in my head … look at me, now, please.

Yes, now she looks at me, for an instant, with a small smile that lights up her beautiful oriental face, eyes barely open, the light is perfect. I shoot. Click! Click!

I take the chance and I make a landscape and portrait picture, and I would like to continue for hours, but I feel that the time is up, my adrenaline is gone,, I feel I have got what I wanted and I can not have more.

Photography is the medicine of the soul.

I am extremely happy, I thank the lady with folded hands, once, twice, three times, she returns with more smiles and keeps working on the fishing net.
I get back on the bike and keep cycling, feeling photographically satisfied. I don’t check the photos on my camera, I’m too scared to have it wrong, although inside I know of have them right. But I want to continue to enjoy the moment, by reviewing everything in my fresh memories fresh.

There will be other subjects and other photo opportunities, other emotions to live, but none will ever be alike, and this is what makes me madly love photography.

Portrait of a Vietnamese woman
(Leica M typ 262 with Elmarit 90mm f2.8)


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Juana la loca, quality tapas in Madrid

Today we are Madrid, enjoying a fun day out, walking between “las callas” of the city. At the end of the day, at sundown, we’ve started to feel that’s relentless desire to eat tapas, those delightful snacks or finger food, typical of Spain, excellent for an aperitif but often abundant even for a dinner, accompanied perhaps with a good “vino tinto”.

But, how to choose from the vast jungle of bars and restaurants and avoid the most tourist and low quality ones?
Luckily, I have a good name on my travel notes, and tonight I want to give it a try foryou! 🙂

Juana, la loca!

Pintxos bars, (from “pincho“, a term used in north-central Spain, the cumulative tapa), Juana la loca, is the ideal place for those who like to eat well without spending a fortune,
Surely, there are cheaper tapas bars nearby but, in my opinion, the high quality of food, the refinement in the choice of menu and the exquisite presentation of dishes, it is not for everyone.

Only one negative note: be patient, because it’s a very popular place so you may be forced to also long waits (in our case only, half an hour)
I recommend you to visit their website and eventually to book beforehand.

Where?

Juana la loca, pinchos bar – Madrid /quartiere La Latina, Plaza della Puerta de Moros 4 – Website: http://juanalalocamadrid.com/

‘Must try’ dish

Their special tortilla stuffed caramelized onions (if I’ve digested, go easy!).

ciao e alla prossima,
Elena

Juana la loca, tapas di qualità a Madrid

Oggi siamo nella splendida Madrid, e dopo una lunga e divertente giornata in giro tra” las callas” della città, al calare del sole, ecco inesorabile arrivare la voglia di tapas, quei deliziosi stuzzichini, o finger food, tipici della Spagna, ottimi per un aperitivo ma spesso abbondanti anche per una cena, accompagnandoli magari con un buon vino tinto.

Ma come scegliere tra l’immensa giungla di bar e ristoranti, evitando quelli più turistici e di bassa qualità?
Ecco, tra i miei appunti di viaggio ho un nome, e stasera voglio provarlo per voi!

Juana, la loca!

Pintxos bar, (da “pincho”, termine usato nel centro-nord della Spagna, accumulabile alla tapa), Juana la loca, e’ il posto ideale per tutti quelli che amano mangiar bene spendendo il giusto,
Sicuramente ci sono tapas bar più economici nelle vicinanze ma, a mio avviso, l’alta qualità del cibo, la ricercatezza nella scelta del menù e la presentazione squisita dei piatti, non è cosa da tutti.

Solo una nota negativa: armatevi di pazienza perché è un posto molto frequentato, quindi potreste essere costretti ad attese anche lunghe (nel nostro caso solo! mezz’ora)
Vi consiglio di visitare il loro sito ed eventualmente di prenotare con dovuto anticipo.

Dove

Juana la loca, pinchos bar – Madrid /quartiere La Latina, Plaza della Puerta de Moros 4  – Sito Web: http://juanalalocamadrid.com/

Piatto ‘must try’

La loro tortilla speciale ripiena di cipolla caramellata (se l’ho digerita io, andate tranquilli!).

ciao e alla prossima,
Elena

Vietnam – Day 12 – Morning boat in Trang An, fresh seafood dinner in Cat Ba island

The day began very early and at last the sky was clean as every cloud. Dzung Buna made us a breakfast of fried eggs and orange smoothie while outside, already by 6, around the village, playing the high notes of the local news.

In Vietnam, the news is disseminated in the early morning, via radio, to ato fiodiffusione volume in the streets of the villages or the city.

The beautiful boat ride in Trang An

Discovered more recently, Trang An is taking more and more attention to the more touristy and known Tam Coc. And indeed there is more than one reason in favour. The boat ride, always on a small tin boat, but slightly larger, lasts about 2h30 and is much more scenographic and varied. It goes through several caves and the route is circular, does not return through the same path, except for the very last part.

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The boats can accommodate from 2 to 4 people (and they wait to fill them before leaving), so, the only way to have the boat all for you, is buying the empty seats, which we have done, given the still low costs (see below ), in order to be able to better enjoy the ride and to allow me to take pictures without interference or obstacles.

From Ninh Binh to Cat Ba, a journey in stages along 5 hours

After the hike, we returned by bike at the hotel where, at about 11 am, our dear Dzung, arranged a private car transfer, up to Ha Phuong, from where we take the speedboat to the island of Cat Ba.

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Goodbye my friend, Dzung!

So we got to Hai Phuong, an ugly and chaotic port city, and from there, we are transported on a scooter before, then by bus, then speedboat, then again by bus to finally get on the island, on the seafront in Cat Ba city, at 16: 30, hungry and without even an accommodation for the following two nights.

Cat Ba Ventures, a $ 15 hotel and an excellent dinner of fresh seafood at Quan Ba Cat Family

As often happens with unplanned and last minute things, we managed, in about 15 minutes, to book a day trip to Halong Bay for the next day (with the great agency, Cat Ba Ventures) and found a room in a good hotel at a ridiculous price!

Arranged all our things and blinded by hunger, we finished the evening in style with a fantastic dinner in the family driven restaurant, Quan Ca Ba Family. This place is really good and highly recommended. Grilled calamari and shrimp, served in a lemon sauce and garlic; grilled crab sautéed with butter and garlic, spring rolls, boiled rice and, of course, two very good and fresh bottles of Vietnamese beers. The perfect end of a long tough day!

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About my photography

My photographic activity was concentrated all in the boat trip in Trang An. Again, as it was mainly landscapes, I alternated the Summicron 28mm to the Voigtlander Skopar 21mm. The result was simply postcard style pictures, good for my stock photo portfolio, nothing original, but very sellable.


Useful information

  • Tam Coc or Trang An: much more beautiful and interesting the second one.
  • Trang An tour costs: 100.000VND per person, plus 50.000VND for entrance fee
  • Bicycle parking in Trang An: 15.000VND
  • From Hai Phong to Cat Ba with Huang Long bus”: Bus-Speedboat-Bus. Ticket price, 180.000VDN. Takes about 2 hours.
  • Sleeping in Cat Ba: Hotel White House, new, clean and spacious, just 15 USD the double room. Highly recommended
  • Eating in Cat Ba: fresh fish, shrimp and squid, i recommend the restaurant “Quan Cat Ba Family“.

The day in pictures (iphone 6s)

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