25 foto e il racconto della “Color Run”. E perchè un fotografo deve sporcarsi …

Sono da poco tornato dal fronte di una “guerra” molto particolare, da dove ne sono uscito sporco, distrutto, felice e colorato. Ho infatti fotografato la “Color Run”, ad Echternach in Lussemburgo, un evento ormai molto diffuso in tutto il mondo e che si ispira il celebre Holi Festival indiano, ma applicato alla corsa. Il tema principale dell’evento quindi sono i colori, che vengono sparati sui runners quando passano attraverso punti dedicati e monocromatici.

Ovviamente, un evento del genere, crea delle opportunità fotografiche originali e particolari, per cui non me lo sono perso.

“Se le tue foto non sono troppo buone, allora vuol dire che non sei vicino abbastanza” – Robert Capa

Prima di mostrarvi le mie foto, vorrei condividere un pò di riflessioni in merito a quello che ho visto…
Durante la corsa, ho visto tanti fotografi professionisti, inviati da giornali, tv e siti nazionali in azione ed una cosa che mi ha particolarmente colpito è stato:

non vedere nessuno di loro sporcarsi ed entrare nel cuore della scena, tranne uno solo, folle, con la macchina fotografica completamente impolverata e macchiata dai colori: io. E ne sono orgoglioso.

Ognuno è libero di fare il fotografo come meglio crede, ovvio, ma vedo troppi fotografi che osservano (anche male) e non raccontano. Troppi fotografi comodi e pigri. Ma vedere quelle macchine fotografiche completamente incelofanate, protette, snaturate e vederli poi fotografare ai margini della zona “sporca”, perfettini e puliti, beh, mi ha fatto ridere un pò. Come forse loro ridevano o so scandalizzavano di me, sicuramente.

Secondo me, il fotografo “reporter” deve entrare nel centro della scena, non può fotografare stando ai margini. Il fotografo deve toccare con mano quello che accade,  sentirlo sulla propria pelle.

Non si può raccontare una storia standosene comodamente dietro la finestra ad osservarla passivemente.

A maggior ragione, in una situazione così dinamica e movimentata, bisogna tuffarsi all’interno e viverla. É anche più divertente.

Ma cosí poi roviniamo la macchina fotografica!?

No, cosí siete schiavi della vostra macchina fotografica. È lo strumento che deve adattarsi a voi, non il contrario. E la macchina non si rovina, se rispettate piccoli accorgimenti, tipo non cambiare la lente mentre si è immersi in una nuvola di polvere.

Le mie macchine e lenti tornano stanche, sporche e piene di segni alla fine di ogni mio viaggio o reportage. Le stresso, come è giusto che sia.

Non sono cimeli da tenere immacolati dentro una teca, sottovuoto, puliti e perfetti. No. Devono vivere e ammaccarsi, portare i segni di mille viaggi e custodire ricordi di storie indimenticabili.

Perciò, cari amici fotografi e appassionati, per raccontare una storia, lasciate a casa kit di pulizia, pompette e protezioni ed entrateci dentro, sporcate voi e la vostra attezzatura, respirate il momento.

Anche le vostre foto probabilmente saranno più sporche, ma di sicuro più vive ed emozionanti.

Le mie 25 foto della Color Run

Per questo reportage ho utilizzato la Canon 5D mk III con la lente zoom EOS EF 24-70mm f2.8 mkII. Ho scelto questa lente perchè mi permetteva molta più flessibilità e versatilità in una situazione in cui sapevo gia di non poter cambiare lente durante il servizio.

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E a voi quale foto di questa serie piace di più? Mi piacerebbe leggere le vostre impressioni e critiche.

Grazie per la lettura e alla prossima,
Sabino

25 photos and stories from The Color Run. And why a photographer should get dirty…

I have just come back from the front line of a very special “war”, from where I came out dirty, destroyed, happy and colorful. I photographed “The Color Run” in EchternachLuxembourg, an event now widespread around the world and inspired by the famous Indian Holi Festival, but applied to the race. The main theme of the event is, therefore, the colors that are thrown on runners when they pass through dedicated and monochrome spots.

Obviously, such an event can gift original and special photographic opportunities, so I did not miss it.

“If your photos aren’t good enough, then you’re not close enough” – Robert Capa

But, let me tell you few thoughts I’ve recorded after the event, based on what I’ve seen…

During the race, I saw so many professional photographers in action, sent by newspapers, TVs and websites, and one thing I particularly impressed was:

to not see any of them get dirty and dive into the heart of the scene, except one, fool, with the camera completely dusty and stained by the colors: me. And I’m proud of it.

Everyone is free to be a photographer as best they believe, of course, but I see too many photographers who just observe and do not tell. I mean, too many comfy and lazy photographers. Seeing those fully camouflaged, protected, covered cameras and then see them off the “dirty” area, safe and clean, well, it made me laugh a bit. As perhaps they laughed or scoffed at me, surely.

In my humble opinion, a “reporter” photographer has to be in the center of the scene, can not photograph at its margins. The photographer has to touch with hands what happens, feel it on his own skin.

You can not tell a story standing comfortably behind the window to observe it passively.

Most importantly, in such a dynamic and moving situation, you must dive inside and live it. It’s even more fun.

But then we damage the camera!?

No, you’re the slaves of your camera. It is the tool that has to adapt to you, not the opposite. And the camera does not get damaged (internally, I mean), if you comply with simple rules, like not to change the lens while it is immersed in a cloud of dust.

I can tell you, my cameras and lenses come back stressed, dirty and full of signs at the end of my travel or reportage. Just as me…

They are not memorable to keep immaculate inside a vacuum, clean and perfect. No. They have to live and get scratches, bring the signs of a thousand trips and keep memorable memories of unforgettable stories.

So, dear friends photographers and enthusiasts, to tell a story, leave home cleaning kits, air blower and protections and get inside, get dirty you and your gears, breathe the moment.

Maybe your pictures will probably be dirtier, but certainly more alive and emotional.

My 25 pictures of the Color Run

For this reportage, I used the Canon EOS 5D Mk III with the EF 24-70mm f2.8 mkII zoom lens. I chose this lens because it allowed me a lot more flexibility and versatility in a situation where I knew I could not change the lens during the action.

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And what’s your favorite picture among these? I would like to read your opinion and preference.

Thanks for reading,
Sabino

25 foto che ti portano all’interno dell’incredibile Alhambra di Granada

Dopo avervi raccontato la mia esperienza in giro per Granada, oggi vi porto all’interno di una autentica meraviglia di storia e architettura, dichiarata dall’Unesco, Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1984: l’Alhambra.
( Non vi racconto tutta la sua storia perchè potete facilmente leggerla su wikipedia. )

Invece, voglio raccontarvi dell’Alhambra attraverso le foto che ho scattato con la mia Leica SL e quindi di conseguenza attraverso le emozioni che ho provato, gli ambienti, le atmosfere e i dettagli che più mi hanno colpito.

Gran parte della foto sono state scattate all’interno del Palazzo Reale, il Palacio Nazaries, il più bell’edificio islamico in Europa, una serie di stanze e cortili nel più classico e raffinato stile moresco. Una vera meraviglia.

Purtroppo, non riesco a scrivere il valore di diaframma di ogni scatto perchè ho utilizzato lenti M42 e non codificate, tranne che per il Summicron 28mm ASPH f2. 

Questa di seguito, è stata scattata dal Mirador de San Nicolas, al tramonto, sul cavalletto, con un vecchio Pentacon 135mm f2.8 con attacco M42, lente che mi ha dato risultati sorprendenti sulla Leica SL.

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

 

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

Conclusioni e riflessioni fotografiche

Con tanti turisti in giro, risulta molto difficile scattare foto particolari. Anche volendo inserire l’elemento umano, cosa che adoro fare, non si riesce ad isolarlo dagli altri, oltre a non essere, il turista, particolarmente fotogenico.

In questo caso, l’unico modo per rendere interessante la foto è utilizzare la tecnica cinematografica della “quinta di scena”, un elemento predominante messo in primissimo piano ma sfocato, come nella foto N.11, dove il bambino fa passare quasi inosservata la presenza delle altre persone sullo sfondo.

La foto N.5 invece, è quella in cui sono riuscito ad ottenere quello che volevo e cioè isolare ed inserire un elemento umano distinto, in una cornice che ne caratterizza e identifica il posto. L’immagine l’ho vista non appena sono entrato in quella stanza, ma ho avuto solo qualche secondo per scattarla, perchè poi era un continuo passaggio di turisti, sia fuori che dentro.

Per il resto, mi sono soffermato più sugli splendidi dettagli architettonici, spesso in alto e quindi liberi da altri elementi di disturbo.

E a voi, quale foto della serie piace di più, e perchè?

Mi farebbe piacere avere anche la vostra opinione.

Grazie per la lettura e alla prossima,

Sabino

25 photos that brings you inside the stunning Alhambra in Granada

After telling you about my experience in Granada, today I bring you into an authentic wonder of architecture and history, declared Unesco’s Cultural Heritage of Humanity in 1984: the Alhambra.
(I will not write here the history of this place as you can easily read it on Wikipedia.)

Instead, I want to describe it through the photos I took with my Leica SL and consequently through the emotions I felt, the environments, atmospheres, and details that struck me most.

Most of the photos were taken inside the Royal Palace, Palacio Nazaries, the most beautiful Islamic building in Europe, a series of rooms and patios in the most classic and sophisticated Moorish style. A real wonder.

Unfortunately, I can not write the aperture value for each shot because I used old and uncoded lenses, so the camera doesn’t show it.

The following first picture was taken by Mirador de San Nicolas at sunset, on a tripod, with an old Pentacon 135mm f2.8 with M42 mount, a lens that gave me amazing results on Leica SL.

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

 

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

Conclusions and photography reflections

With so many tourists around, it is very difficult to take special pictures. Even wanting to insert the human element, which I usually love to do, I can not isolate it from others, aside from being, the tourist, not especially photogenic.

In this case, the only way to make the photo interesting is to use the cinematic technique of the “fifth”, a predominant element set in the foreground but out of focus, as in photo N.11, where the child makes almost unnoticed the presence of other people in the background.

Photo N.5, on the other hand, is the one where I managed to get what I wanted, that is to isolate and insert a distinctly human element in a frame that characterizes and identifies the place. I saw the image as soon as I entered that room, but I only had a few seconds to shoot, because then it was a continuous flow of tourists passing by, outside and inside.

For the rest, I have focused more on the beautiful architectural details, often placed above me and thus free from other disturbing elements.

About you, which picture from this series do you prefer the most and why?

I would highly appreciate your comments.

Thanks for reading,
Sabino

Alla scoperta di Granada, 4 percorsi a piedi e consigli utili – Viaggio in Andalusia

La prima città che ho visitato, nella regione andalusa, è Granada, una delle province più importanti e sede della famosa Alhambra, una antica cittadella araba (medina), poi conquistata dai cristiani e nominata Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’Unesco.
In questa città, dalle forti atmosfere marocchine, c’è tanto da vedere e, soprattutto esplorare, ma attenzione, è anche ricca di salite e discese, quindi siate ben allenati!

Il traffico, all’ingresso di Granada

Arrivati in tarda serata, dopo la quiete del deserto di Tabernas e gli splendidi paesaggi della Sierra Nevada, l’impatto con la città è stato abbastanza traumatico a causa di un traffico enorme: per percorrere gli ultimi 7-8 chilometri, ci abbiamo messo quasi un’ora. Ma siamo in Spagna, e qui non è mai troppo tardi, neanche per uscire e mangiare. Così, lasciati i bagagli nell’ottimo hotel Abadia, a pochi passi dalla cattedrale e in posizione centrale, ci siamo subito riversati in strada in cerca di ristoro.

Calle Elvira, atmosfera marocchina tra Tapas Bar e sale da The

La strada più famosa per la vita notturna a colpi di tapas e cervezas, è senza dubbio Calle Elvira. Questa stradina, nel distretto di Granada centro, è lunga poco meno di un chilometro ed è ricca di Tapas bar, tabernas, negozi di souvenir, Kebabs e sale da the. Sembra di essere in un paese del Marocco e fino a tarda sera l’atmosfera è allegra e vibrante. Percorrendola tutta, si arriva alla centralissima Plaza Nueva, da dove partono i bus più importanti e anch’essa piena di ristoranti, bar e negozi.

Scegliere dove mangiare, con così tanta offerta è sempre difficile, ma avevamo un buon indirizzo per una cucins di pesce fresco e frutti di mare e così ci siamo diretti al Bar Los Diamantes, proprio in Plaza Nueva, giusto in tempo prima che chiudesse.
Di questo bar ne parlerò in un post dedicato, ma vi anticipo che si mangia davvero bene.

Percorso a piedi N.1 – Plaza del Triunfo > Plaza Nueva –  850 m

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.


Il meglio di Granada, in un giorno

Avendo un giorno intero a disposizione, ecco quello che abbiamo fatto per visitare Granada al meglio.


Mattina –  Alhambra e Albaicin

Dopo una ottima e dolcissima colazione nel piccolo panificio/pasticceria La Tentacione, abbiamo raggiunto a piedi la splendida Alhambra, senza biglietto, con la speranza di trovarne un paio alla biglietteria (leggi dopo). Ci sono ovviamente servizi di bus cittadini, visto che la cittadella si trova in cima ad una collina, ma la passeggiata a piedi, seppur quasi tutta in salita, è molto piacevole e permette di scoprire e fotografare scorci che altrimenti non vedresti andandoci in bus.

Acquistati i biglietti (14€ a testa), abbiamo dedicato un paio di ore alla visita della Generalife, il meraviglioso giardino esterno, già affollato di turisti. La visita al Palacios Nazaríes, il più importante e scenografico è regolata per scaglioni e il nostro turno di entrata è alle 14:30, per questo motivo abbiamo diviso la visita alla’Alhambra in due momenti diversi della giornata.

Percorso a piedi N.2 – Plaza Nueva > Alhambra – 1.5km (prevalentemente in salita)

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.

Pastelleria – La Tentacione

Pastelleria – La tentacione

La vista sulla città sul percorso vero l’Alhambra

Un simpatico murales di Alice lungo il percorso verso l’Alhambra

Gli splendidi giardini del Generalife all’interno dell’Alhambra

Gli splendidi giardini del Generalife all’interno dell’Alhambra

L’Alhambra

L’Alhambra

Lasciata l’Alhambra intorno alle 11:00, ci siamo diretti, sempre a piedi ovviamente, verso il quartiere arabo dell’Albaicin, percorrendo una lunghissima e profonda discesa che porta fino alle rive del fiume Darro. Da qui, si ricomincia a salire attraverso un labirinto di vicoletti stretti, puliti e spesso decorati da fiori appesi alle pareti. Siamo appunto nel quartiere arabo. La zona più frequentata di questo quartiere è senza dubbio il mirador di San Nicolas, da dove si ha una vista stupenda sull’Alhambra e dove vengono scattate gran parte delle foto panoramiche. Ma non è ancora l’ora giusta, per cui abbiamo continuato ad esplorare il quartiere.

 

Percorso a piedi N.3 – Alhambra > Abayzin – 1.5km (lunga discesa e poi risalita)

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.

La lunga discesa che dall’Alhambra porta all’Albaicin

La lunga discesa che dall’Alhambra porta all’Albaicin

 

La vista sull’Alhambra dal Mirador San Nicolas

 

Plaza Aliatar, un bell’angolo nell’Albaicin

Dettaglio di una finestra in stile Moresco, nell’Albaicin

Albaicin

Albaicin

Prima di tornare a completare la nostra visita all’Alhambra, abbiamo pranzato alla Tabernas La Cueva del 1900, con ottime tapas a base di Jamón Ibérico de Bellota, salsina al pomodoro, crostini di pane con prosciutto e un bel bicchiere di vino rosso. Un bel ristorante vicono Plaza Nueva che vi consiglio per uno stop&go.


Pomeriggio – Alhambra (Palazzo Reale e Alcazaba)

Intorno alle 14:00 siamo ritornati all’Alhambra, stavolta in bus (1.20€) per la visita al Palacios Nazares e all’Alcazaba. Nonostante l’ora, abbiamo trovato ancora molti turisti, a conferma che questo sito è sempre affollato, indipendentemente dal momento della giornata. Dopo una lunga fila sotto un sole cocente, siamo finalmente entrati nel Palazzo Reale e l’attesa è stata gratificata. Gli interni sono splendidi, nel tipico stile moresco fatto di arcate e splendide decorazioni a volte in pietra altre in maiolica. La visita è molto piacevole e gli ambienti sono molto fotogenici, oltre che freschi. Peccato che, per la presenza di tanti turisti, è stato difficile scattare foto particolarmente interessanti…

Dopo il Palazzo Reale, abbiamo visitato l’Alcazaba, la zona militare, centro di difesa e sorveglianza dell’Alhambra e rappresenta la parte più antica del complesso. Per entrarci, bisogna mostrare il biglietto d’ingresso.
Da una delle torri si gode di una splendida vista sulla città e sui quartieri dell’Albaicin e Sacromonte, quindi ne vale davvero la pena.


 

Terminata la visita intorno alle 16:00, provati dal caldo e da una giornata gia piena ma ancora a metà, siamo tornati, a piedi (2km), verso nostro hotel per un meritato riposo di quasi 3 ore.

Dettagli delle meravigliose decorazioni moresche all’interno del Palazzo Reale


Sera – Tapas nell’Albaicin, tramonto a San Nicolas e Zambra gitana nel Sacromonte

Rinfrescati e riposati, alle 19:30 siamo usciti per camminare di nuovo verso il quartiere dell’Albaicin con destinazione finale il quartiere gitano di Sacromonte, dove assisteremo allo spettacolo del flamenco gitano, chiamato “Zambra”, nel locale Venta el Gallo.

Prima però facciamo tappa al Mirador di San Nicolas per la classica foto dell’Alhambra al tramonto. Il percorso ancora una volta è bellissimo ma tutto in salita. Si parte da Plaza del Triunfo, dove c’è una bella porta marocchina, Puerta de Elvira, punto di inizio della famosa strada delle tapas (leggi sotto). Questa porta mi ha ricordato la porta di Bab Boujloud di Fes, in Marocco, certo più bella e scenografica, ma per un attimo mi ha riportato li.

Arrivati al Mirador di San Nicolas, mi sono trovato davanti ad una piazzetta iper affollata di turisti e fotografi, pronti ad immortalare il panorama al calare del sole. Con un pizzico di difficoltà e con l’esperienza maturata in tanti viaggi, sono riuscito piano piano a farmi spazio e a prendermi un posto in prima fila, ma ho dovuto attendere quasi un’ora senza far nulla prima che il sole cominciasse a calare.

Ma ormai non sono più un fotografo di paesaggio, o meglio non è questa una fotografia che mi entusiasma come prima, per cui, me ne sono andato prima che il sole tramontasse completamente.

Lo spettacolo della Zambra ci aspettava da li a pochi minuti, e per me era molto più importante dal punto di vista fotografico, o almeno lo speravo.

E questa aspettativa alta è stata fortunatamente confermata:

la danza della Zambra, il flamenco gitano, mi ha travolto e lasciato con la pelle d’oca alla fine dello spettacolo. .

Stupenda, sofferta, passionale e indimenticabile.
La rivedrei altre mille volte.

 

Ovviamente a Granada ce ne sono diversi di spettacoli di Zambra, locali più o meno turistici sono lungo tutto il Caminito di Sacromonte. Ora non so come sono gli altri, ma quello del Venta el Gallo è stato incredibilmente bello e per niente turistico. Parlo dello spettacolo in se, non del resto del locale, comunque carino. Ma di questo ne parlerò più dettagliatamente in un articolo separato.

Percorso a piedi N.4 – Plaza del Triunfo > Sacromonte – 2.1km (prevalentemente in salita)

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.

In attesa del tramonto sull’Alhambra del Mirador San Nicolas

La meravigliosa vista sull’Alhambra

Ballerina di Zambra in un pausa relax

Il locale “Venta El Gallo” nel quartiere gitano di Sacromonte

Una famiglia gitana

Il palco, pochi minuti prima dello spettacolo


Ricapitolando, il meglio di Granada e qualche consiglio utile

La Alhambra 

Ovviamente, l’attrazione principale di questa città è senza dubbio l’Alhambra, anche se a posteriori, dopo la mia esperienza, c’è un’altra attrazione per la quale ritornerei volentieri a Granada, la Zambra.
Se cercate in giro sui vari siti, vi diranno che bisogna acquistare il biglietto per l’ingresso diversi giorni in anticipo, online, perchè il numero di accessi è limitato ogni giorno.
Allora, a grandi linee, è vero, soprattutto se fate come me e cercate di acquistare il biglietto un giorno prima, trovando probabilmente tutto sold out. Bisogna però chiarire che, l’ingresso a numero limitato, riguarda solo la visita del Palazzo Reale (Palacio Nazares), mentre per tutta la cittadella e quindi i giardini del Generalife e l’Alcazaba i biglietti si trovano sempre, non c’è un limite

Ora, non so se la mia è stata solo fortuna, ma, considerando che la biglietteria apre alle 8:30, sono arrivato intorno alle 9:30 e c’erano diversi biglietti ancora disponibili per l’ingresso nella fascia oraria delle 14:30 (ci sono 3 fasce orarie pre stabilite). Certo, non è l’orario ideale, ne per il forte caldo ne dal punto di vista fotografico, ma a me piace sempre pensare che qualsiasi situazione può offire grandi fotografie e non devo forzare il caso.

Le mie foto piu’ belle sono sempre quelle piu’ casuali e istintive e non pensate troppo prima.
Dunque, non scoraggiatevi se non riuscite a prenotare il biglietto in anticipo, probabilmente ne troverete uno sul posto.

5 note utili da ricordare sull’Alhambra

  1. Apre alle 8:30
  2. Sempre affollata e molto grande. Considerate dalle 3 alle 4 ore per la visita.
  3. Ci sono fontane con acqua potabile in vari punti.
  4. Con il biglietto si può entrare e uscire più volte nella giornata, tranne che per l’Alcazaba e per il Palazzo Reale dove si pu’ entrare solo una volta.
  5. Ci si arriva, dal centro, Plaza Neuva, con il minibus C3 al costo del biglietto (si fa sul bus) di 1.20€ (molto più bello andarci a piedi, 30minuti di camminata)

L’Albaicin

Il quartiere arabo di Granada, anch’esso nominatoPatrimonio Culturale dell’Umanità dall’Unesco, sorge su una collina di fronte all’Alhambra. Perdersi tra le sue belle stradine è il modo migliore per esplorarlo e fotografarlo. 

5 note utili da ricordare sull’Albaicin

  1. Conviene visitarlo dalle 19:30 in poi quando la luce é più calda e la temperatura meno forte
  2. Molto bella la passeggiata dall’Albaicin fino al caminito del Sacromonte.
  3. Non perdere il tramonto sulla Alhambra dal mirador di San Nicolas
  4. Ottima zona per le tapas o per una cena, da Plaza Larga a Calle Panaderos
  5. Souvenirs. Trattate i prezzi, di partenza alti per i turisti. Preso un magnete, da 3€ a  2€

Dormire a Granada

Qui posso riportare solo la mia (ottima) esperienza con l’hotel Ottimo il nostro hotel Abadia, posizione centrale e macchinetta del caffe con servizio gratuito gratuito nella hall. Le stanze non sono grandi ma molto curate e pulite e si affacciano su un bellissimo patio dove potersi rilassare. Lo staff è molto molto gentile e disponibile. Consigliatissimo.

Il bellissimo patio dell’hotel Abadia

La mia fotografia, a Granada. Come è andata

Diversamente da quanto mi aspettavo, non ho fatto molta fotografia di strada qui a Granada. Il quartiere arabo, l’Albaicin, dove mi aspettavo una vita più locale e genuina, in realtà è una zona sopratutto turistica, con strade perfettamente addobbate e scenari più da cartolina. Questo aspetto mi ha deluso un pochino, il che non vuol dire che non mi sia piaciuta, anzi, ma dal punto di vista fotografico si è rivelata poco interessante.  Ho fatto per lo più panoramiche, paesaggi e dettagli, in particolare durante la visita nell’Alhambra.

 

L’opportunità fotografica più bella?

Le foto più belle e intererssanti le ho fatte sicuramente durante lo spettacolo della Zambra, dove, grazie al fatto che mi sono seduto in prima fila, ho avuto la possibilità di fotografare i protagonisti senza altre persone di mezzo. Qui ho utilizzato molto il Voigtlander Skopar 21mm per catturare tutta la scena, ma molto anche il Summicron M 28mm e 50mm f2 e addirittura il Pentacon 135mm f2.8 per cercare di catturare qualche dettaglio. Le foto le vedrete in un articolo dedicato.

In questa situazione ho scoperto la comodità della funzione di zoom nel mirino elettronico della Leica SL che facilita tantissimo la messa a fuoco anche in situazioni di movimento e con luci complesse come in questo caso.

 

Conclusioni

Mi è piaciuta Granada? Si, certo, anche se mi aspettavo, come detto prima, di trovare tracce più vere e genuine di una antica medina marocchina, cosa che purtroppo non c’è. Detto questo, l’Alhambra resta una meraviglia da vedere e lo spettacolo della Zambra, per me, vale da solo una viaggio in questa bella città andalusa. Ho omesso nell’articolo la Cattedrale di Granada, perchè purtroppo, per mancanza di tempo, l’ho vista solo di sfuggita. In un giorno e mezzo si riesce a vedere il meglio di Granada, ma l’ideale sarebbe fermarsi per due giorni pieni.

Voto: 6,5 (9 solo per la Zambra) 🙂

Se avete bisogno di altre informazioni, non esitate a contattarmi, sarò felice di rispondervi.

Grazie per la lettura,
a presto, Sabino

Discovering Granada, 4 walking routes and useful tips – Andalusia on the road

The first city I visited in the Andalusian region is Granada, one of the most important provinces and home of the famous Alhambra, an ancient Arab citadel (medina), then conquered by Christians and now an UNESCO’s Cultural Heritage.
In this city, with a strong Moroccan atmosphere, there is so much to see and, above all, to explore, but beware, it is also full of climbs and downs, so be well trained!

Traffic jam, just entering Granada

Arrived late in the evening, after the desert of Tabernas desert and the beautiful landscapes of the Sierra Nevada, the impact with the city was quite traumatic due to huge traffic jam: to drive the last 7-8 kilometres, we needed almost an hour. But we are in Spain, and here it is never too late, not even to go out and eat. So, left our luggages in the great Abadia hotel, just a short walk from the cathedral and centrally located, we immediately went out to the street in search of refreshment.

Calle Elvira, Moroccan atmosphere between Tapas Bar and The houses

The most famous street for tapas and cervezas is, without a doubt, Calle Elvira. This narrow street, in the centre of Granada, is less than a kilometre long and has plenty of tapas bars, tabernas, souvenir shops, Kebabs and the houses. It feels to be in a Moroccan village and until late in the evening the atmosphere is cheerful and vibrant.

Choosing where to eat, with so wide offers is always difficult, but we had a good address for a fresh seafood and so we headed to the Bar Los Diamantes , in Plaza Nueva, right in time before it closed.
About this tapas bar, I’ll talk deeply in a dedicated post, but I can tell that the food is just great!

Walking route N.1 – Plaza del Triunfo> Plaza Nueva – 850 m

Below is the route map. By clicking on “More options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.


Best of Granada, in one day

Having a full day available, here’s what we did to visit Granada at its best.


Morning –  Alhambra and Albaicin

After a nice and sweet breakfast in the small bakery / pastry shop La Tentacion, we walked to the beautiful Alhambra, without a ticket, hoping to find some still available at the ticket office (read below). There are obviously city bus services, as the citadel is on top of a hill, but walking, albeit almost uphill, is very enjoyable and lets you discover and photograph glimpses that you would not otherwise see by bus.

Tickets purchased (€ 14 per head), we spent a couple of hours visiting the Generalife, the wonderful outdoor garden, crowded with tourists. The visit to the Royal Palace, Palacios Nazaríes, the most important and scenic, is set by fixed entry times and our turn is at 2:30 pm, so we split the Alhambra visit at two different times of the day.

Walking route N.2 – Plaza Nueva > Alhambra – 1.5km (mostly uphill)

Below is the route map. By clicking on “More Options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.

Pastelleria – La Tentacione

Pastelleria – La tentacione

The view of the city on the actual Alhambra route

A nice graffiti art of Alice in Wonderland, along the path to the Alhambra

The beautiful gardens of the Generalife within the Alhambra

The beautiful gardens of the Generalife within the Alhambra

L’Alhambra

L’Alhambra

After leaving the Alhambra around 11 am, we headed, always by foot, to the Arab district of Albaicin, along with a long and deep descent leading to the banks of the Darro River. From here, it begins to climb through a labyrinth of narrow, clean and decorated lanes with flowers hanging on the walls. We are in the Arab quarter. The most frequented area in this neighbourhood is undoubtedly the Mirador de San Nicolas, from where you have a stunning view of the Alhambra and where most panoramic photos are taken. But it is not yet the right time, so we continued to explore the area around.

Walking route N.3 – Alhambra > Albaicin- 1.5km (long descent and then uphill again)

Below is the route map. By clicking on “More options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.

The long descent that from the Alhambra brings to Albaicin

The long descent that from the Alhambra brings to Albaicin

 

The view over the Alhambra from the Mirador San Nicolas

 

Plaza Aliatar, a nice spot in the Albaicin

Detail of a Moresque style window, in Albaicin

Albaicin

Albaicin

Before returning to our visit to the Alhambra, we had lunch at the Tabernas La Cueva de 1900, with great tapas based on Jamón Ibérico de Bellota, tomato sauce, bread croutons with ham and a glass of red wine. A very good restaurant near Plaza Nueva I recommend for a stop & go.


Afternoon – Alhambra (Royal Palace and Alcazaba)

At about 2pm we returned to the Alhambra, this time by bus (1.20 €) for the visit to Palacios Nazares and Alcazaba. Despite the time, we still found many tourists, confirming that this site is always crowded, regardless of the time of the day. After a long wait under a burning sun, we finally entered the Royal Palace and the wait was gratified. The interiors are gorgeous, in the typical Moorish style made of arches and gorgeous stone ornaments. The visit is very pleasant and the halls are very photogenic, as well as fresh. Too bad, because of the presence of so many tourists, it was difficult to take particularly interesting photos …

After exiting the Royal Palace, we visited the Alcazaba, the military area, the Alhambra defence and surveillance centre and represents the oldest part of the complex. To get in there, you need to show your ticket.
From one of the towers you have a great view of the city and suburbs of Albaicin and Sacromonte, so it’s worth it.


At the end of the visit, at around 4 pm, tired by the heat and the intense half day we had, we returned to the hotel, walking for about 2km for a well-deserved rest of almost 3 hours.

Details of the wonderful Moorish decorations inside the Royal Palace


Evening – Tapas in the Albaicin, sunset at San Nicolas and Zambra in the Sacromonte Gypsies district

Refreshed and rested, at around 19:30 we went out to walk back to the neighbourhood of Albaicin with final destination the Sacromonte gitano district where we will attend the  Gypsies Flamenco called “Zambra” in the tabernas Venta El Gallo.

First, however, we stop at the Mirador de San Nicolas for the classic Alhambra photo at sunset. The route once again is beautiful but everything is uphill. It starts from Plaza del Triunfo, where there is a beautiful Moroccan door, Puerta de Elvira, the starting point of the famous tapas road (see below). This door reminded me of Bab Boujloud in Fes, Morocco, which is, of course, more beautiful and scenic, but for a moment brought me back there.

Arriving at the San Nicolas Mirador, I found a huge crowd of tourists and photographers ready to capture the sunset scenery. With a pinch of difficulty and with the experience gained on so many trips, I managed to make room for me and take a spot in the front row, but I had to wait almost an hour without doing anything before the sun began to fall.

But now I’m no longer a landscape photographer, or rather, this is not a picture that I’m thrilled as in the past, so I left the place before the sun was completely over.

The Zambra show waited for us in a few minutes, and for me it was much more important from a photographic point of view, or at least I was hoping for it.

And this high expectation has been fortunately confirmed:

The Zambra’s dance, the Gypsies flamenco, overwhelmed me and I left with the goose bumps at the end of the show. Wonderul, full of suffering, passion and rithm. Unforgettable. I would see it again and again, a thousand times.

Obviously in Granada there are several shows of Zambra, more or less touristic places are all along the Caminito de Sacromonte. Now I do not know how the others are, but that of Venta el Gallo has been incredibly beautiful and nothing touristy. I talk about the show itself, not the place, anyway cute. But I will discuss this in more detail in a separate article.

Walking route N.4 – Plaza del Triunfo > Sacromonte – 2.1km (mostly uphill)

Below is the route map. By clicking on “More options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.

Waiting for sunset on the San Nicolas Mirador’s Alhambra

The stunning view over the Alhambra

Zambra dancer in a relaxing break

The “Venta El Gallo” restaurant in the Sacromonte gitano district

A gitanos Family

The stage, a few minutes before the show


By summing up, the best of Granada and some helpful advice

The Alhambra 

Of course, the main attraction of this city is undoubtedly the Alhambra, although afterwards, after my experience, there is another attraction for which I would happily return to Granada, the Zambra.
If you look around the various sites, they will tell you that you need to buy the ticket for entry several days in advance, online, because the number of accesses is limited every day.
This is true, especially if you do it like me and try to buy the ticket a day earlier, probably finding it all sold out. However, it’s also true that the limited number of entries relates only to the visit to the Royal Palace (Palacio Nazares), while the whole citadel and then the gardens of Generalife and the Alcazaba are always available.

Now, I do not know if mine was just lucky, but considering that the ticket office opened at 8:30 am, I arrived around 9:30 am and there were several still available tickets for entering at 14:30 (There are 3 pre-established visit slots). Of course, it’s not the ideal time of the day, either for the heat or for a photographic point of view, but I always like to think that any situation can offer great photographs and I do not have to force the case.

My best pictures are always the most casual and instinctive ones.
So do not be discouraged if you can not book the ticket in advance, you probably will find one at the tickets counter desk.

5 useful notes to remember about the Alhambra

  1. Opens at 8:30h
  2. Always crowded and very large. Consider 3 to 4 hours for the visit.
  3. There are fountains with drinking water at various points.
  4. With one ticket you can go in and out several times in the day, except for the Alcazaba and the Royal Palace where you can only enter once.
  5. We arrive from the center of Plaza Neuva with the C3 minibus at the cost of the bus ticket (1.20 € on the bus) (much better to walk on foot, 30 minutes walking)

The arab district of Albaicin

The Arabian district of Granada, also named UNESCO’s Cultural Heritage, stands on a hill in front of the Alhambra. Losing yourself into its beautiful streets is the best way to explore and photograph it.

5 useful notes to remember on the Albaicin

  1. It is advisable to visit it from 19:30 onwards when the light is warmer and the temperature is less strong
  2. Very nice walk from Albaicin to Sacromonte.
  3. Do not miss the sunset on the Alhambra from the Mirador de San Nicolas
  4. Great tapas bars or restoraunts, from Plaza Larga to Calle Panaderos
  5. Souvenirs. Negotiate the prices, high for tourists. I’ve got a magnet, from 3 € to 2 €

Accomodations in Granada

Here I can only bring my (great) experience with the hotel Excellent our Abadia hotel, central located and with a coffee machine to use for free in the lobby. The rooms are not large but very clean and overlook a beautiful patio where you can relax. The Hotel staff is very nice and helpful. Highly recommended.

The nice patio of the Abadia hotel

My photography, in Granada. How did it go

Unlike what I expected, I did not take a lot of street photography here in Granada. The Arabian quarter, Albaicin, where I expected a more local and genuine life, is actually a tourist area, with well-groomed streets and postcard scenarios. This aspect has disappointed me a bit, which does not mean I did not like it, indeed, but from a photographic point of view it turned out to be uninteresting. I did mostly panoramic, landscapes and details, especially during the visit to the Alhambra.

The most beautiful photo opportunity?

The most beautiful and intriguing photos I made during the Zambra show where, thanks to the fact that I sat in the front row, I had the opportunity to photograph the artists without having other tourists in between. Here I used the Voigtlander Skopar 21mm to capture the whole scene, but also the Summicron M 28mm and 50mm f2, and even the Pentacon 135mm f2.8 to try to capture some details. You will see the pictures in a dedicated article.

In this situation I discovered the convenience of the zoom function in the Leica SL electronic viewfinder, which facilitates the manual focusing even in moving actions and with complex lights as in this case.

 

Conclusions

I liked Granada? Yes, of course, even if I expected, as I said before, to find more real and true traces of an ancient Moroccan medina, which unfortunately is not. That said, the Alhambra remains a wonder to see and the Zambra show worth a trip to this beautiful Andalusian city. I did not mention the Cathedral of Granada, because unfortunately, for lack of time, I only saw it from the outside and quickly. In one day and a half, you can see the best of Granada, but the ideal would be to stop for two full days.

My rating: 6.5 (9 for Zambra only) 🙂

If you need more information, do not hesitate to contact me, I will be happy to answer you.

Thanks for reading,
see you soon, Sabino

Rosso, un quadro di vita quotidiano

Ho un difetto, l’abitudine di osservare sempre tutto, ossessivamente, forse troppo. I miei occhi non si riposano mai, perché una buona foto può succedere ovunque, in qualsiasi momento, anche quando sei sulle scale mobili di un ipermercato.

L’ho vista subito questa foto: quella gonna rossa, il cesto rosso, e quella mano con il piccolo tatuaggio e il braccialetto d’argento

Una buona foto dovrebbe farti nascere della domande… Chi è questa ragazza? Che significato ha quel tatuaggio?  Cosa c’è in quel cesto? Semplici domandeche appartengono ad una storia; una storia di vita quotidiana. E solo pochi secondi per catturarla.

Rosso

Questa foto è stata scattata con un iPhone6s, poi editata direttamente sul telefono con l’app Adobe Photoshop Express, aggiunto la filigrana (il mio nome) con l’app Phonto, quindi salvata sul rullino e condivisa.

Grazie,
Sabino

Leica SL con Helios 44-M4 58 f2 in un vortice di lavanda…

Una delle ragioni principale per cui sono passato alla Leica SL, è la possibilità di utilizzare le vecchie lenti con attacco M42, visto che ne posseggo un bel pò, frutto di tanti giri ai mercatini dell’usato tra Francia e Germania. Anche se tutto manuale, la messa a fuoco è molto veloce e precisa con la Leica SL, grazie alla funzionalità di zoom nel mirino durante la ripresa, funzione che trovo fantastica!

Detto questo, non appena ho un pò di tempo libero, prendo una lente dalla mia scatola magica, ed esco a provarla.

Ieri, in un tranquillo pomeriggio domenicale, ho scelto una vecchia lente russa, prodotta in larghe quantità a partire dagli anni 50, e quindi molto facile da trovare, sie nei mercati (di solito attaccata ad una bella Zenit) o su Ebay, acquistabile con poche decine di euro. Io ne ho due tipi di Helios 44-2 e 44-M4, ma sul mercato se ne trovano diverse varianti.

Quella che ho testato è l’ Helios 44-M4 58mm f2.

La peculiarità di questa lente, oltre che l’ottima resa cromatica e nitidezza, è l’effetto vortice nel fuori fuoco o “bokeh”.

Ecco qui la lente montata sulla Leica SL with grazie ad un adattatore Novoflex per attacchi M-42

 

Il campo visivo dell’Helios attraverso il mirino elettronico della Leica SL

 

Perso in un vortice di lavanda…

Mentre passeggiavo dunque, ho trovato un bel cespuglio di lavanda (ora siamo nel periodo di massima fioritura) e mi è sembrato subito un bel soggetto dove testare la lente. Ho cominciato dunque a provare inquadrature particolare e ad inseguire i calabroni mentre godevano del nettare di questi bellissimi fiori.

Tutte le foto sono state fatte alla massima apertura di diaframma, quindi f2, proprio per ottenere più fuori fuoco.

 

Soprattutto nelle ultime foto della serie si può notare chiaramente l’effetto “vorticosodello sfondo fuori fuoco, caratteristica di questo Helios.

Conclusioni

Bene, dopo questa prova, sono abbastanza certo che porterò sempre questa lente nella mia borsa per usarla sempre alla massima apertura, f2, soprattutto per fare dei ritratti. Mi piace molto anche la resa cromatica e la nitidezza per cui ne sono molto soddisfatto.

Un bel “pollice in su” per questo Helios 44-M4 58mm!

grazie per la lettura e a presto,
Sabino

Leica SL with Helios 44-M4 58 f2 in a swirl of lavender …

One of the reasons why I moved to Leica SL is the ability to use old lenses with an M42 mount, as I own several, bought for a few euros from the flea markets in Europe.  The manual focus then is very fast and accurate thanks to the zoom function in the fantastic electronic viewfinder of Leica SL.

Said so, whenever I have some free time, I pick one of the M42 lenses from my special box and I’m going out to try it.

Yesterday, on a nice Sunday afternoon, I mounted an old Russian lens, produced in huge quantities in the ’50s, and so very easy to find at the flea markets (usually attached to a Zenit camera) or on Ebay markets for a few euros. I own two Helios already, but there are many variations on the market.

The one I tested is the Helios 44-M4 58mm f2.

The peculiarity of this lens is the rendering of the out of focus also called “bokeh” that, besides being pleasing, has a particular vortex effect.

Here is the lens paired with my Leica SL with a Novoflex adapter for the M-42 mount

 

Looking through the electronic viewfinder of the Leica SL

 

Lost in a swirl of lavender…

While walking, I’ve found a nice bush of lavender (now is the blooming season) and this is the blooming period, so I played around with the flowers and the bees.. here are the pictures, always at full opening, so f2.

 

In these last photos, you can clearly see the nice swirly bokeh that is a peculiarity of this lens.

Conclusions

Well, I’m pretty sure from now on I will always keep this lens in my travel bag to use it exclusively at the maximum aperture, f2 and have that unique vortex behind the subject.

Thumbs up for the Helios 44-M4 58mm!

Thanks for reading and soon,
Sabino

Nuove pubblicazioni delle mie foto in UK e in Italia …

Vendere tramite le agenzie di Stock Photography, come Fotolia Shutterstock è fantastico ma ha il lato negativo di non poter sapere ne chi compra le mie immagini, ne dove verranno stampate o pubblicate. Per questo motivo, di tanto in tanto, cerco su google il mio nome oppure ricevo segnalazioni da parenti e amici, del tipo “hey, ho visto una foto che sembra una delle tue…”

Ed ecco di seguito le due nuove pubblicazioni che ho scoperto in questi giorni, una in Italia, nella mia regione Puglia, e una in Uk.

1. Installazione di una gigantografia, nell’ipermercato Auchan di Casamassima (Bari)

In questo caso, è stato mio padre a segnalarmela, mentre passeggiava all’interno di un famoso ipermercato nella provincia di Bari, l’Auchan di Casamassima. Ha notato una stampa gigante di una foto che promuove la mia regione, la Puglia appunto e l’ha riconosciuta immediatamente, anche perchè, quando l’ho scattata, nel 2013, lui era con me.

Ricordo benissimo questa foto perchè è stata la prima volta in vita mia in cui ho dimenticato tutta la mia attrezzatura fotografica prima di partire per un viaggio. Non chiedetemi come può essere accaduto, non lo so, ma so che quando me ne sono accorto, al parcheggio dell’aereoporto, era troppo tardi per tornare indietro. Immaginate il mio shock!!

Per fortuna però, a casa dei miei genitori, dove stavo andando, c’era ancora la mia primissima reflex acquistata, la vecchia Canon EOS 450D con un Tamron 17-50 f2.8, l’attezzatura con la quale ho cominciato a fare fotografia.

Ecco di seguito la foto originale, scattata nella campagna pugliese, vicino il mio paese di nascita, Mola di Bari.

Si tratta di ulivi secolari in un campo di insalata rossa e verde.

Canon Eos 450D – Tamron 17-50 f2.8 at 30mm

Alcune altre foto della stessa sessione:

2. Pubblicato sul The Telegraph – Travel (UK)

Oggi, mentre googlavo il mio nome su internet, (non per manie di grandezza ma, come detto prima, per scovare la pubblicazione di mie foto in giro), ho trovato questo nuovo articolo del The Telegraph, il famoso giornale inglese, in cui utilizza un paio di mie foto per un articolo sul Malawi.

Non è la prima volta che il The Telegraph pubblica le mie foto. Evidentemente seguono il mio portfolio su Fotolia e da li attingono spesso. Un fedele cliente soddisfatto, insomma 🙂

L’articolo completo può essere letto al seguente link:

http://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/africa/malawi/articles/malawi-amazing-facts-about-the-country/


Queste foto, sono state fatte da me durante un meraviglioso ed indimenticabile viaggio “overland” tra il Malawi e lo Zambia, conAfricaWildTruck, una agenzia di viaggio specializzata e con base in Malawi, appunto. I titolari, Stefano e Francesca sono due persone fantastiche e speciali.

Se sognate un viaggio in Africa, ve li raccomando!

Per scoprire altre pubblicazioni, visitate il mio sito

Se vi incuriosisce vedere le altre pubblicazioni delle mie foto in giro, fate un giro sulla pagina del mio sito personale dove mi piace collezionarle tutte, mano a mano che le scopro:

http://www.sabinoparente.com/p745087375

Se vi dovesse capitare di trovare una mia foto su internet o stampata da qualche parte, per favore, non esitate a segnalarmelo, ve ne sarò molto grato.

Per oggi è tutto.
Grazie mille, Sabino