Una notte a Osaka, Giappone – 20 foto di strada

Dopo un lunghissimo viaggio di oltre 20 ore, da Lussemburgo, passando per Parigi e Tokyo, il mio primo contatto con il Giappone è stato con Osaka, catapultato nella vibrante vita notturna di questa futurisica città nipponica.

Come posso solo pensare di andare a dormire mentre fuori dall’albergo scorrono infinite opportunità fotografiche?

Quindi, andiamo a farci un bel giretto…

con una Fujifilm X-T1 e l’ottima lente XF 18-55 mm f2.8-4 LM OIS

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Il mio pensiero su Osaka

Assolutamente una bellissima destinazione per un fotografo di strada, non ci si stanca mai di fotografarla perchè offre nuove e uniche opportunità ad ogni angolo.

La cosa che mi ha piu’ affascinato è  il continuo contrasto tra modernità e tradizione, perfettamente in armonia tra di loro e mai fastidioso.
Quindi pollice in su per Osaka!

Thanks for reading,
cheers,
Sabino

15 foto della splendida Mezquita de Cordoba, Andalusia (con la Leica SL)

Come gia detto nel post precedente su Cordova, La Mezquita è una delle attrazioni principale di questa bella città Andalusa, oltre ad essere la più importante testimonianza della cultura Islamica in Europa.

In questo articolo vi presento una selezione delle migliori 15 foto che ho scattatro con la mia Leica SL.

15 foto della “Mezquita de Cordoba”

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Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8

 

Conclusioni e riflessioni fotografiche

Indubbiamente, la Mezquita è un posto molto fotogenico, ricco di dettagli e atmosfere interessanti. Ho avuto la possibilità di visitarla dall’interno, ma purtroppo non è stato possibile far entrare anche il cavalletto.

Essendo l’interno abbastanza buio, ho dovuto scattare sempre a mano libera, con ISO a 800.

Il problema principale che ho dovuto affrontare, oltra alla bassa luce ambientale, è stata la presenza numerosa di turisti sparpagliati che, potete immaginare, invadevano sempre l’inquadratura che cercavo di comporre. Anche se mi piace inserire l’elemento umano nelle foto, questo dovrebbe aggiungere valore, altrimenti non ha senso.

Così, per rendere le foto belle e pulite, dovevo muovermi rapidamente e scattare anche velocemente, prima che qualcuno entrasse nell’inquadratura.

Ad un certo punto, ho pensato che l’unico modo per eliminare la presenza dei turisti era di scattare con tempi molto leenti... ma non avevo il cavalletto!

Allora ho trovato un bel punto di vista, ho messo la mia borsa in pelle per terra, piazzato la Leica SL sopra, stabilizzandola per bene, e scattato con un tempo di diversi secondi e con ISO100.

Questa è stata una buona idea infatti, perchè la foto finale è venuta come avevo immaginato e desiderato  (Foto numero 1 di questa serie)

 

E a voi, quale foto della serie piace di più, e perchè?

Mi farebbe piacere avere anche la vostra opinione.

Grazie per la lettura e alla prossima,

Sabino

Alla scoperta di Cordova, foto e consigli utili – Viaggio in Andalusia

La terza tappa del mio viaggio on the road in Andalusia, è la storica città Cordova, serenamente adagiata lungo il fiume Guadalquivir e ai piedi della Sierra Morena.

A differenze delle più dinamiche Granada e Siviglia, Cordoba infatti è molto tranquilla. La vita intorno alla maestosa Mezquita e tra i vicoli del quartiere arabo de la Juderia, nominato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, scorre ad un ritmo blando e tranquillo.

Cordova in un giorno?

Si, la città di Cordova si potrebbe visitare anche in un giorno, essendo non troppo grande e tutto è raggiungibile con una passeggiata di pochi minuti. Ma la serenità che trasmette questo posto invoglia a passarci molto più tempo, perché, ve lo assicuro,

passeggiare lungo la riva del Guadalquivir o attraverso il bellissimo ponte romano al tramonto e poi cenare seduti ai tavolini di uno dei tanti ottimi ristoranti nel centro storico, è un’esperienza rigenerante.

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

La Mezquita

Costruita dai principi Omeya, tra l’VIII e il X secolo, questa moschea è una delle più importanti testimonianze nella cultura islamica in Europa oltre che uno straordinario esempio di architettura moresca.

Come già successo per altre moschee in Andalusia, la Mezquita venne convertita dopo la conquista cristiana, in Cattedrale a partire dal 1523.

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

Ingresso gratuito all’apertura!

Essendo il sito più noto e visitato di Cordova, ho programmato di visitarlo e fotografarlo non appena fosse aperto al pubblico. Il costo del biglietto per la visita, senza guida, è di 8€ ma, con molto piacere, una volta sul posto, ho scoperto che l’ingresso è gratuito per chi accede all’apertura,quindi alle 8:30. 

Purtroppo però, anche se presto, c’era gia un bel gruppo di visitatori per cui il mio entusiasmo è calato immediatamente appena entrato. L’interno della Mezquita è molto bello e suggestivo con questa serie di colonne ed archi ma non appena i visitatori si sono sparpagliati, è diventato difficilissimo fare foto decenti. Inoltre, non è permesso entrare con il cavalletto e quindi ho dovuto tenere gli ISO alti e scattare a mano libera.

Leica SL + Summicron 50mm f2

Ad un certo punto mi sono seduto per terra e piazzato la Leica SL sulla borsa per dargli stabilità, e scattato qualche foto con tempi bassi per cercare in qualche modo di eliminare i turisti.

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

Leica SL + Summicron 50mm f2

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

Leica SL + Summicron 28mm f2 Asph

Leica SL + Summicron 50mm f2

La Juderia e qualche foto di strada

La Juderia è forse il più famoso quartiere ebraico d’Andalusia. Perdersi tra le sue bianche viuzze è la cosa migliore da fare per godersela al meglio. Anche qui, come a Granada, non c’è molta vita, tutto è abbastanza statico ma pulito e finemente decorato. Per un fotografo di strada come me, siamo al limite del noioso.

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

Leica SL + Summicron 50mm f2

Leica SL + Summicron 50mm f2

Leica SL + Summicron 50mm f2

Leica SL + Summicron 50mm f2

Plaza de los Capuchinos

Questo è stato per me uno dei punti più suggestivi e fotogenici di Cordova, per la sua atmosfera mistica. Una piccola e graziosa piazzetta dove si trova il Cristo de los Faroles, un crocifisso illuminato da otto lanterne, e il convento dei frati cappuccini.

Leica SL + Summicron 28mm f2.8 ASPH

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

Leica SL + Summicron 50mm f2

Leica SL + Summicron 28mm f2.8 ASPH

Leica SL + Summicron 28mm f2.8 ASPH

Plaza de la Corredera

Questa piazza, molto simile per stile architettonico alla piazza di Madrid, è lo spazio porticato più esteso d’Andalusia. Delimita un ampio rettangolo chiuso da edifici residenziali di tre piani in mattoni, nella quale si allineano centinaia di balconi. Molto bella e fotogenica.

iphone 6s

iphone 6s


 

Dormire a Cordova

La mia esperienza a Cordova è stata fantastica perchè l’hotel che ho scelto si è rivelato davvero eccezionale sotto tutti i punti di vista, quindi ve lo consiglio caldamente:

Hotel NH Cordoba Guadalquivir (Esperia )

Posizione strategica, a pochi passi dal Ponte Romano in una zona con parcheggio gratuito e splendida vista sulla Mezquita. Stanza matrimoniale ampia e letto enorme. Bella anche la piscina sul tetto, piccola ma molto piacevole.

iPhone 6s

La mia fotografia, a Cordova. Come è andata

Niente di esaltante e memorabile. Le opportunità di foto di strada sono state molto rare. Ho alternato un pò tutte le lenti, cercando di stimolare lo sguardo con diverse focali, ma alla fine i soggetti sono stati quasi sempre di tipo architettonico.

Posso dire che fotograficamente, Cordova, non è stato un posto che mi ha stimolato particolarmente.

L’opportunità fotografica più bella?

Sicuramente la foto panoramica al tramonto sul ponte romano e sulla Mezquita, dal tetto dell’hotel NH Cordoba Guadalquivir, dal quale avevo una vista privilegiata e unica. Anche se questa non il mio tipo di fotograifa preferito, almeno ho giustificato lâver portato con me il cavalletto, essendo questo l’unico posto in cui ne ho fatto uso.

Leica SL + Pentacon 135mm f2.8

Leica SL + Summicron 50mm f2

 

Conclusioni

Mi è piaciuta Cordova? Si, molto, soprattutto per la sua atmosfera tranquilla e rilassata. Come per Granada, mi ha un pò deluso il quartiere ebraico della Juderia, per lo stesso motivo: mi aspettavo un quartiere più genuino e pieno di vita. Forse ho troppo negli occhi e nel cuore le atmosfere delle medine marocchine, e questo influenza parecchio le mie aspettative. Ma di certo il voto globale su Cordova rimane positivo.

Voto: 7

Se avete bisogno di altre informazioni, non esitate a contattarmi, sarò felice di rispondervi.

Grazie per la lettura,
a presto,

Sabino

 

 

3 ottimi posti dove mangiare a Granada, Andalusia

Dopo aver esplorato Granada in lungo e in largo, e ora di darvi qualche piccola dritta su dove soddisfare il vostro appetito. La città andalusa offre tantissimo ed è quindi difficile scegliere tra i tanti bar e ristoranti. Calle Elvira è la strada più rinomata per un giro di tapas e cervezas ma a me è piaciuta di più l’atmosfera nel quartiere dell’Albaicin più caratteristico e con locali meno turistici. In questo articolo vi suggerisco tre posti che ho provato personalmente e che ritengo particolarmente buoni.

3 Posti Top colazione, pranzo e cena

1 –  Panaderia/Pastelleria La Tentacion (Calle San Juan de Dios, 28)
P
iccolo e umile panificio artigianale, ma con prodotti artigianali fantastici, sia dolci che salati, ed a prezzi bassissimi. Consiglio una colazione con i piccoli cornettini ripieni di nutella.

Pastelleria – La tentacione

Pastelleria – La tentacione

2 –  La cueva de 1900 (Calle Reyes Católicos, 13) – ottimo tapas bar – jamon di alta qualità. Menu a 12€ con Jamon iberico de Belota, patatine e due crostini con prosciutto cotto, crostini con salsa di pomodoro e due calici di vino rosso.

3 – Bar Los diamantes (Plaza Nueva, 13)
Menu a base di pesce e frutti di mare freschissimi. Con un drink viene servito gratuitamente un piatto di ottime vongolette.

Buon appetito,
Sabino

25 foto che ti portano all’interno dell’incredibile Alhambra di Granada

Dopo avervi raccontato la mia esperienza in giro per Granada, oggi vi porto all’interno di una autentica meraviglia di storia e architettura, dichiarata dall’Unesco, Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1984: l’Alhambra.
( Non vi racconto tutta la sua storia perchè potete facilmente leggerla su wikipedia. )

Invece, voglio raccontarvi dell’Alhambra attraverso le foto che ho scattato con la mia Leica SL e quindi di conseguenza attraverso le emozioni che ho provato, gli ambienti, le atmosfere e i dettagli che più mi hanno colpito.

Gran parte della foto sono state scattate all’interno del Palazzo Reale, il Palacio Nazaries, il più bell’edificio islamico in Europa, una serie di stanze e cortili nel più classico e raffinato stile moresco. Una vera meraviglia.

Purtroppo, non riesco a scrivere il valore di diaframma di ogni scatto perchè ho utilizzato lenti M42 e non codificate, tranne che per il Summicron 28mm ASPH f2. 

Questa di seguito, è stata scattata dal Mirador de San Nicolas, al tramonto, sul cavalletto, con un vecchio Pentacon 135mm f2.8 con attacco M42, lente che mi ha dato risultati sorprendenti sulla Leica SL.

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

 

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

 

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

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Leica SL + Pentacon 135mm f2.8

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 50mm f2

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

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Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

Conclusioni e riflessioni fotografiche

Con tanti turisti in giro, risulta molto difficile scattare foto particolari. Anche volendo inserire l’elemento umano, cosa che adoro fare, non si riesce ad isolarlo dagli altri, oltre a non essere, il turista, particolarmente fotogenico.

In questo caso, l’unico modo per rendere interessante la foto è utilizzare la tecnica cinematografica della “quinta di scena”, un elemento predominante messo in primissimo piano ma sfocato, come nella foto N.11, dove il bambino fa passare quasi inosservata la presenza delle altre persone sullo sfondo.

La foto N.5 invece, è quella in cui sono riuscito ad ottenere quello che volevo e cioè isolare ed inserire un elemento umano distinto, in una cornice che ne caratterizza e identifica il posto. L’immagine l’ho vista non appena sono entrato in quella stanza, ma ho avuto solo qualche secondo per scattarla, perchè poi era un continuo passaggio di turisti, sia fuori che dentro.

Per il resto, mi sono soffermato più sugli splendidi dettagli architettonici, spesso in alto e quindi liberi da altri elementi di disturbo.

E a voi, quale foto della serie piace di più, e perchè?

Mi farebbe piacere avere anche la vostra opinione.

Grazie per la lettura e alla prossima,

Sabino

18 foto del deserto di Tabernas, fotografato con la Leica SL

Dopo il racconto del mio viaggio nel deserto, è ora il momento di pubblicare le foto scattate con la mia nuova Leica SL.
Questa, è stata la prima volta perché, come gia scritto in un post di qualche giorno fa, l’ho ricevuta solo due giorni prima della partenza per l’Andalusia, senza neanche aver tempo di familiarizzare ocn i settaggi e i pulsanti.

Amore a prima vista – Impressioni al primo utilizzo…

Gia rassicurato dagli elogi letti in giro e dal parere più che entusiasmante del mio caro amico e fornitore Ryuichi di NOC, le prime impressioni d’uso sono state molto positive, più di quanto mi aspettassi. Onestamente, passando dalla splendida Leica M alla Leica SL, ero convinto di perdere quella fantastica maneggevolezza e discrezione tipica della M. Invece no, tutt’altro.

La Leica SL tra le mani è molto piacevole e non è “grossa” come si legge spesso in giro, anzi. È un pò più alta, ma molto meno profonda rispetto ad una dslr, per esempio.

 

Il menu, nel tipico stile Leica, è molto semplice ed intuitivo, e questo ne ha facilitato sicuramente il primo utilizzo.

Non avendo molto tempo per esplorare tutti i settaggi, prima di cominciare a scattare, mi sono assicurato almeno di impostare i parametri più importanti, per non rischiare brutte sorprese una volta scaricate le foto.
Il pulsante che ho da subito amato e che mi ha fatto felicissimo, è il piccolo joystick sul retro che permette di zoomare nel viewfinder e quindi mettere a fuoco con molta precisione.

Il viewfinder poi, è tanta roba, ampio, luminoso e con una definizione fantasticsa. Non ho sentito francamente la mancanza del mirino ottico.

Quali lenti

Per questa sessione fotografica ho utilizzato le seguenti lenti, con relativi adattatori Novoflex:

  • Leica Summicron M 50 f2
  • Voigtlander Skopar M 21mm F4
  • Pentacon M42 135mm f2.8

18 foto del deserto di Tabernas, fotografato con la Leica SL

(post produzione con Adobe Lightroom)

 

Summicron M 50mm – f6.8 – 1/320 sec. – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/400 sec. – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f8 – 1/160 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f5.6 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/500 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f8 – 1/200 sec – ISO 100

Voigtlander Skopar M 21mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

Voigtlander Skopar M 21mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/125 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/400 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/400 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f5.6- 1/250 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

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Grazie e a presto,
Sabino

Il deserto di Tabernas – Racconti di viaggio in Andalusia

Le prime ore del mio viaggio “on the road” in Andalusia sono state subito meravigliose. Dopo essere atterrato ad Alicante e fatta una sosta nella bruttina (…issima…) Torre Vieja, lasciata la costa, il paesaggio cambia diventando sempre più arido e collinoso. Anche se la meta finale è Granada, avevo gia programmato di attraversare e fare magari una breve sosta nel deserto di Tabernas. La strada per arrivarci è molto comoda e poco trafficata e man mano che ci si avvicina, mi è sembrato di rivivere le stesse bellissime emozioni del viaggio attraverso i canyon e deserti americani.


Video


I paesaggi desertici andalusi sono molto simili a quelli americani, e mi è salita presto l’adrenalina non appena ho sentito l’odore di belle foto.

Lungo la strada, terra piatta e arida si alterna a distese infinite di piccoli alberi di ulivi e poi roccia rossa e formazioni simili alle “mesa” e “butte” dell’Arizona. Incrociamo addirittura un distributore di benzina in stile Route 66. La mia emozione cresce, insieme a quella sensazione di “wilderness” che libera l’anima da tutto lo stress accumulato nella routine di tutti i giorni al lavoro.


Video


 (tutte le foto in questa pagina sono scattate con l’iphone 6S)

I primi paesaggi che ho fotografato. Ampie distese di ulivi…

La strada verso il deserto

Qui comincia il mio on the road in Andalucia.


Il deserto, dove c’era una volta il West

Il deserto di Tabernas, è molto famoso per essere stato, soprattutto in passato, la location preferita per girare numerosi film western.

Sergio Leone, l’indimenticato regista italiano, uno dei miei preferiti tra l’altro, ha qui girato capolavori come come C’era una volta il WestPer un pugno di dollariPer qualche dollaro in più

Siamo arrivati qui nel pomeriggio, intorno alle 17:00, quando il sole è ancora alto e brucia letteralmente le rocce e la terra gia secca. In zona, ci sono diversi Studios Cinematografici, diventati parchi a tema. Purtroppo, quello che volevo visitere, Fort Bravo, era chiuso al pubblico perchè proprio in quelle ore stavano girando alcune scene di un film. Pazienza.

Ma non è un dramma, perchè il paesaggio intorno, grezzo e naturale, è incredibilmente bello. Girandolo un pò a caso, con la macchina, mi sono fermato a fotografare alcuni punti più belli. A quest’ora della giornata, 17:30 circa, la luce diventa più calda è meno netta, una condizione ideale quando si fotografa.

Altra sosta per fotografare il meraviglioso paesaggio desertico

Selfie time!

Selfie anche per la mia nuova Leica SL


Il set western abbandonato

Ad un certo punto, lungo la strada, ho avvistato quello che probabilmente è una parte di un vecchio set abbandonato: una casettina stile saloon, o meglio solo la facciata principale. Intorno alcuni alberi completemante secchi e piante di agave. Un paesaggio davvero bello e ovviamente, abbiamo parcheggiato e ci siamo inoltrati attraverso questa campagna secca e pungente.

Il set abbandonato

Per un attimo ci siamo sentiti noi catapultati in un vecchio villaggio del west e mi aspettavo, da un momento all’altro, sentire il rumore degli zoccoli di un cavallo montato da un cowboy con vecchi stivali a speroni.


Pronto per usare la mia nuova Leica SL

Tornato alla realtà, ho finalmente cominciato ad usare la mia nuovissima Leica SL per la prima volta in maniera intensa, sia per le foto del paesaggio con il Summicron 28mm f2 ASPH o per qualche ritratto o dettaglio con il Summicron 50mm f2 e con il Pentacon 135mm f2.8 M42, che fortunatamente ho messo in borsa pochi secondi prima di partire. Al primo utilizzo, senza aver letto niente dal manuale, la Leica SL si rivela facilissima e comoda, ma la cosa più utile è lo zoom digitale tramite il piccolo pulsante sul retro che permette di mettere a fuoco con estrema facilità e velocità. Con la piccola Leica M e la messa a fuoco a telemetro, era più difficile.

Camminando nel campo arido, verso il set western

La terra arida

 

Il Pentacon M42 135mm f2.8. Ottima resa sulla Leica SL

Finalmente comincio ad utilizzare intensamente la Leica SL


La città ed il castello di Tabernas

Prima di lasciare il deserto ed attraversare la altrettanto splendida Sierra Nevada per arrivare a Granada, vale la pena una visita alle rovine del Castello di Tabernas che sormonta la dormiente cittadina.
L’accesso è gratuito, anzi, tutto sembra completamente abbandonato, non c’è nessuna barriera o cancello da attraversare. Basta lasciare la macchina nel parcheggio gratuito di un piccolo centro sportivo e salire a piedi fino in cima.
Una volta su, le rovine in se non sono niente di particolare, ma tutto il meglio lo offre il panorama sia sulla cittadina, sovrastata dalle rocce alle sue spalle, e la vista sul deserto. Purtroppo, per questioni di tempo, non ho potuto aspettare il tramonto che immagino sarà stato meraviglioso.

A malincuore ho dovuto lasciare il deserto, ma questa breve sosta mi ha fatto scoprire una parte di Spagna davvero unica e che mi riprometto di fotografare in un viaggio dedicato.


Video


La macchina per questo on the road


La salita verso il castello di Tabernas

La città di Tabernas vista dal Castello


Conclusioni

Consiglio vivamente di passare qualche giorno tra il deserto di Tabernas e la Sierra Nevada perchè non hanno nulla da invidiare ai più rinomati e scenografici deserti americani.

Per i fotografi di paesaggio, è sicuramente una meta da non perdere!

 


6 informazioni rilevanti da tenere a mente:

  • La distanza dall’aeroporto di Alicante a Tabernas è di 277 Kilometri circa, ci sono diversi limiti sotto i 100km/h durante il tragitto.
  • Le strade in tutta la zona sono in perfette condizioni.
  • Non perdersi la vista sul deserto al tramonto, dalle rovine del castello
  • La visita al castello e tutta la zona del deserto è gratuita
  • Soggetti fotografici: paesaggi e texture
  • Lenti consigliate per questa zona: grandangolo per gli sconfinati paesaggi e teleobbiettivo per catturare i bellissimi pattern che si formano nel deserto e tra le rocce.

Grazie,
a presto, Sabino

Viaggio in Andalusia, cosa mi è piaciuto e cosa no

Sono da poco tornato da un viaggio on the road in Andalusia, regione a sud della Spagna, e, con ancora le emozioni e le sensazioni calde, è il momento di fare un bilancio e raccontarvi cosa mi è piaciuto di più, e cosa meno.

Dettagli di viaggio

Durata: 10 giorni (9 notti)
Voli: Ryanair –  Andata Hahn-Alicante / Ritorno Malaga – Hahn
Macchina a noleggio: Hertz – Seat Ibiza a benzina
Itinerario: Alicante > Tabernas > Granada > Cordova > Siviglia > Cadice > Nerja > Malaga
Kilometri percorsi a piedi: circa 300Km
Churros consumati: circa 30
Cervezas bevute: circa 50

Cosa mi è piaciuto di più

  • DESERTO DI TABERNAS –  Perdersi tra i paesaggi desertici e aridi tra i set abbandonati del vecchio Far West.
  • SIVIGLIA – Non so se al mondo esiste la città perfetta, ma questa csi avvicina parecchio: solare, vivibile, attiva e bella, bellissima. La città è molto sicura ed estremamente ordinata e pulita e sembra costruita tutt’intorno ai bisogni del cittadino. Piste cilabili, traffico assente nei distretti centrali, architetture moderne perfettamente integrate nel piano urbano, offerta di locali ed eventi infinita.
  • SIVIGLIA – La colazione a base di Churros e cioccolata calda al “Bar El Comercio”. Ambiente locale e rilassato.
  • SIVIGLIA L’Alcazar, un paradiso in terra. Rilassante.
  • SIVIGLIA – Le tapas deliziose della taberna “Blanco Paloma” nel quartiere di Triana. Le migliori tapas di Siviglia.
  • SIVIGLIA –  Lo spettacolo del Flamenco, sensualità e passione allo stato puro. Ahhhh
  • GRANADA – Il quartiere gitano di Sacromonte, la sera, da esplorare e vivere in ogni sua sfumatura.
  • GRANADA–  Lo spettacolo della Zambra, il flamenco Gitano, mi ha travolto e stravolto. Esperienza da pelle d’oca.
  • GRANADA– Le tapas di frutti di mare da Los Diamantes in Plaza Nueva
  • CORDOBA– La tranquillità e l’atmosfera pacifica di questà città che si visita tranquillamente a piedi in una giornata.
  • CORDOBA– La Mezquita, sia all’esterno che all’interno è molto molto bella e fotogenica.
  • CORDOBA –  Il gelato al formaggio di pecora con marmellata di zucca e granella di noci da Cocina 33: semplicemente delizioso!
  • CARMONA– Un Pueblos Blanco sorprendentemente bello, ricco di bianchi viottoli e chiesette. Merita una visita.
  • CADICE – Il tramonto sull’Oceano Atlantico visto dalla Playa de la Caleta. La pace dei sensi
  • CADICE – Il tramonto sulla Cattedrale che offre una vista da cartolina
  • CADICE – Cenare alla taberna “La Bodeguita de Plocia” con pesce e frutti di mare freschissimi
  • CADICE –  Il ricco e abbondante Mercado Publico, tanto pesce fresco, frutta, carne e salumi.
  • ANDALUSIA – I paesaggi lungo la strada dei Pueblos Blanco, da Cadice a Malaga. Meravigliosa.
  • ANDALUSIA – Le architetture moresche, le atmosfere marocchine o arabe che si respiranno on pò ovunque. Sarà che io ho un debole per il Marocco, terra che amo.
  • ANDALUSIA – Bere una Cerveza in una qualsiasi tabernas, accompagnata da ottime tapas.

Desierto de Tabernas

Desierto de Tabernas

Desierto de Tabernas

Sevilla

Sevilla

Churros e Chocolate – Bar El Comercio – Sevilla

 

Alcazar – Sevilla

Alcazar – Sevilla

Alcazar – Sevilla

 

Tapas – Blanco Paloma – Siviglia

Tapas – Blanco Paloma – Siviglia

 

Sacromonte – Gitanos

Sacromonte – Gitanos

Zambra, la danza Gitana

 

Tapas – Los Diamantes – Siviglia

Tapas – Los Diamantes – Siviglia

Cordova

Cordova

Cordova

Cordova-Mezquita

Cordoba – La Mezquita

Cordoba – Gelato di formaggio di pecora – Cocina 33

Carmona

Carmona

Cadice – Tramonto sulla Cattedrale

Cadice – Tramonto sull’Oceano Atlantico

Cadice – La Bodeguita de Plocia”

Cadice – La Bodeguita de Plocia”

Mercado Publico – Cadiz

Mercado Publico – Cadiz

Paesaggio Andaluso

Paesaggio Andaluso

Splendidi paesaggi Andalusi

 Cosa mi è piaciuto di meno 

  • Ronda –  Questa meta merita il primissimo posto tra le maggiori delusioni dei questo viaggio. Citta iper turistica, perfetta per chi ama lo shopping e le strade commerciali. Unica attrazione un ponte di costuzione Romana, imponente, ma per me non vale una visita. Sopravvalutata
  • Setenil de las Bodegas– Altra meta molto pubblicizzata ma che per me non merita una visita più lunga di 15 minuti, o meglio, non merita una deviazione lungo l’îtinerario. Si, c’è la particolarità delle rocce che quasi inghiottono le case, ma si tratta davvero di due stradine di 30 metri, tra l’altro piene di bar e negozi.
  • Frigilliana – Altra meta spesso menzionata e consigliata per la zona di Malaga ma per me insignificante. Un piccolo villagio forzatamente turistico che non ha altro che qualche stradina addobbata e molti bar per turisti. Anonima.
  • Malaga – Sapevo gia ed è stata solo una conferma. Una città bruttina e invasa da palazzoni che tolgono respiro al mare.
  • Torre Vieja – Ci siamo fermati solo per una pausa ristoro. Mamma mia che orrore, esempio lampante di stupro urbanistico, con la costa sopraffatta da palazzoni imponenti e brutti. Come ammazzare il mare.
  • Il caffè espresso, da Cadice a Malaga, lo fanno lungo e lo servono in un bicchiere. No No No.
  • Siviglia – La tortura dei Tori, aka la Corrida. Su questa ho scritto un articolo a parte perchè no, non puo’ esistere tanta brutalità al servizio dello spettacolo.

Setenil de la Bodegas

Ronda

Conclusioni

Eliminando qualsiasi inutile premessa, vi dico subito che il mio giudizio finale è SI, mi piace!  L’Andalusia è una terra davvero meravigliosa, piena di vita e carattere, divertente e facile da esplorare. Ha tantissimo da vivere e da vedere, non solo per l’architettura moresca e i paesaggi mozzafiato.

L’Andalusia è da vivere intensamente nel calore e nei sorrisi dei suoi abitanti, nella vita lenta e pacifica dei suoi Pueblos Blanco, nella luce intensa del sole e nelle sue calde serate tra tapas e cervezas

Bastano 10 giorni?

Per un primo assaggio si, certo, perchè in Andalusia le giornate le vivi interamente e, in estate, c’è luce fino oltre le 22. La prima cosa che ho pensato quando sono tornato alla mia vita di tutti i giorni in Lussemburgo è che qui viviamo solo la metà dellala nostra vita.

In Andalucia non dirai mai “è troppo tardi” cosa che invece diciamo sempre qui, dove tutto finisce e si spegne dopo le 18. Al massimo dirai “è troppo presto”, perchè tutto si attiva dalle 10 in poi…

Ma 10 giorni non bastano certamente per vedere tutto con calma, perchè questa regione offre davvero tantissimo, ogni città ha tanta storia e meravigliose architetture di eredità musulmana o cristiana. Il solo deserto di Tabernas, merita un viaggio a parte, soprattutto per chi fa fotografia, come me, o per chi ama il trekking e le escursioni selvagge.

L’Andalucia, per concludere, è sicuramente un posto dove andrei a vivere, Siviglia o Cadice, chissà, magari in un futuro non troppo lontano.

Muchas Gracias, Andalusia!

Sabino

10 Giorni in Andalusia, con la Leica SL e…

Ci siamo, come una notte prima degli esami, la vigilia di una partenza è sempre ricca di adrenalina per me. Le domande sono sempre le stesse: cosa metto nella borsa? O, peggio, quale borsa scelgo per questo viaggio….?

Non contento ho inserito un’altra grossa variabile a poche ore da questo viaggio, una nuova macchina fotografica, la Leica SL. Ecco, adesso ho solo poche ore, una serata, per imparare a utilizzarla, capire dove sono tutti i vari comandi. Un piccolo rischio che mi prendo volentieri, perchè il viaggio on the road in Andalusia, è una occasione perfetta per vederla seriamente all’opera.

Partiamo dal viaggio, l’Itinerario.

Tutto comincia da Alicante, sud della Spagna. Da li, con macchina a noleggio (Hertz), attraverseremo la regione andalusa facendo tappa nella Sierra Nevada, Granada, Cordova, Siviglia, Cadice e Malaga. La mia guida di riferimento, come ogni viaggio, è la Lonely Planet, sempre utile e ricca di buoni consigli. In questa splendida regione c’è tanto da vedere, dovrò per forza rinunciare a qualcosa, ma preferisco avere un ritmo di viaggio non troppo serrato e stressante. Nella pianificazione, infatti, ho fatto in modo di restare due notti in ogni posto.

Non ho letto troppo su cosa vedere, perchè preferisco farmi sorprendere e guidare dalle sensazioni del momento, tanto so già che ogni luogo lo girerò in lungo e in largo.

Che tipo di fotografia voglio fare

Prima di scegliere gli strumenti, è molto importante avere bene in testa cosa ci aspetta e soprattutto cosa si vuole fotografare. Purtroppo la tentazione è sempre quella di voler portare tutto il meglio con se, ma in un viaggio on the road, con una temperatura media vicino ai 40 gradi, preferisco essere leggero e soprattutto avere tutto sotto controllo, piuttosto che perdere pezzi lungo la strada.

Per quel che mi riguarda, in questo viaggio penso di fare parecchi paesaggi e tanta foto di strada. Convertito in lunghezze focali, significa che probabilmente mi bastano 3-4 lenti, considerando che non utilizzo zoom. Il tele, nel mio caso 90mm o 135mm, penso sarà la focale meno utilizzata.

Quale borsa

La scelta della borsa è cruciale in un viaggio in cui prevedo di percorrere tanta strada a piedi e sotto un sole cocente. Scegliere una borsa sbagliata, scomoda, può condizionare negativamente la fotografia, oltre che la vacanza. É per me importantissimo sentirmi comodo e confortevole e non deve contenere troppe cose e troppe tasche. L’accesso a quello che serve deve essere veloce e facile.

Da un pò di anni, utilizzo sempre il modelo “messenger” perchè è quello che mi lascia piu’ libertà nei movimenti restando anche elegante. Il modello Sling, per esempio, lo escludo a priori perchè, in un posto così caldo, avere la spalla sempre coperta mi farebbe sudare tantissimo. Ecco dunque le mie tre borse, due Ona e una Lowepro, una in pelle e le altre in tela.

La Lowepro è la più spaziosa e completa, nera e in tela, è la meno elegante delle tre. È anche molto profonda. Questa borsa la uso perlopiù in quelle situazioni o viaggi dove ho bisogno di trasportare più attrezzatura, o nei viaggi più lunghi ed impegnativi. Per questo viaggio, è troppo in tutto.

Le borse Ona, sono molto piu eleganti e mi permettono di uscire di sera senza per forza sembrare un fotografo, per questo le preferisco. Tra le due, quella a destra, modello Brixton, è più spaziosa ma un pò troppo rigida, cosa che rende i taschini interni praticamente inutilizzabili.

Alla fine, la scelta è caduta sulla mia preferita, seppur piccola, ma morbida, compatta e molto elegante. La Ona Leather Prince Street. Viaggiare con questa borsa è davvero un piacere, ma può contenere solo una macchina piccola, non certo una reflex. Ma è dannatamente bella e la scelta dell’attrezzatura da portare, questa volta, l’ho fatta anche in relazione alla borsa scelta.

Quale macchina fotografica

Qui i dubbi sono caduti quasi subito. Mi sarebbe piaciuto portarle entrambe, ma voglio concentrarmi sulla nuova arrivata, la Leica SL, per conoscerla e provarla al meglio. Non sarà un viaggio lungo e quindi non voglio avere troppo materiale da gestire. Per questa volta, lascio a riposo la Leica M 262.

Quale lente?

Con la mia nuova Leica SL, posso finalmente utilizzare tutte le lenti M42 che ho comprato nei vari mercatini dell’usato. Purtroppo però, non ho avuto temo di provarle, per cui andrò sul sicuro con le lenti Leica M:

  • Il Voigtlander Skopar 21mm f4 – Per paesaggi
  • Il Summicron 28mm f2 ASPH – Street
  • Il Summicron 50mm f2 – dettagli e ritratti
  • Il Tele-Elmarit 90mm – dettagli e ritratti

Quali accessori per completare?

Ed ecco il resto degli accessori che completano la mia borsa fotografica. In questa foto c’è anche un Pentacon 135mm che ho poi deciso di lasciare a casa.

  • Cavalletto (questo sta fuori dalla borsa)
  • 5 batterie
  • Un power bank per il mio iPhone
  • Tracolla
  • Kit pulizia (pompetta, panno, pennellini)
  • Adattatori Leica M/Leica SL – Leica M42/LeicaSL
  • Piccolo Moleskin
  • 4 schede SD
  • Un selfie stick
  • La fedele Lonely Planet

Il carica batterie, resta in valigia.

Ora mettiamo tutto in borsa

Come si può vedere dalle foto, tutto entra senza grossi problemi. Considerando che la macchina sarà sempre fuori, alla fine avrò anche spazio per mettere magari una bottiglia d’acqua mentre sono in giro.

Conclusioni

Non è stato facile, ma alla fine sono riuscito a prendere davvero solo l’essenziale senza caricarmi di troppo materiale. Il resto poi, lo faranno il cuore e gli occhi, sperando in un altro viaggio indimenticabile e ricco di belle fotografie.

A presto,
Sabino

Puglia mon amour – 10 giorni di puro godimento

Sono da poco tornato da un viaggio di 10 giorni in Puglia, la mia terra, dove ho deciso di festeggiare i miei 40 anni, circondato dalla mia famiglia e i miei amori. In attesa di un nuovo viaggio fotografico, questa è stata un’ottima occasione per immergermi nelle atmosfere, gli odori, i suoni e i sapori della mia terra natia. Questa volta ho lasciato a casa il corredo Leica perchè ho intenzione di organizzare un paio di sessioni di Food Photography, per fotografare un po’ di cibo tipico pugliese e produrre nuovo materiale per la vendita. Per questo motivo, ho portato con me la Canon 5D mk III, con le lenti  24-70mm f2.8 e 100mm f2.8 macro, che poi è quella che utilizzo di piu’ per questo genere di fotografia (leggi sotto).

Casa dolce casa, a tavola da mamma, il giorno dei miei 40 anni.

Dalle mie parti, tutta la vita ruota intorno al cibo, tutto viene fatto in funzione di pranzo e cena e, di giorno in giorno, si discute cosa mangiare e preparare per il giorno successivo. Mia madre mi aveva chiesto gia da una settimana cosa volessi mangiare.., 🙂
Appena atterrato in mattinata, con un volo Ryanair da Charleroi a Bari, dopo un paio di ore eccomi seduto davanti ad una bella tavola ricca di sapori pugliesi: ricotta fresca, mozzarelle, focaccia, carciofi ripieni, calzone e tanto tanto altro, tutto magistralmente preparato dalla mia splendida mamma. Subito un pieno di goduria made in Puglia. E finalmente, dopo tanti anni, ho riassaggiato il mio frutto di mare preferito, i ricci di mare… semplicemente deliziosi!
Questo, il 4 marzo, è il giorno del mio compleanno, percio’ non posso trattenermi, devo mangiare tutto, anche se lo festeggiamo al ristorante il giorno dopo.

E per dolce, le famose “Tette delle monache”, un delirio per i sensi, un soffice pasticcino ripieno di crema pasticcera. Buonissimime, ma una bella iniezione di calorie.

Basta solo questo per convincervi a venire in Puglia, vero? 🙂

Deejay Ten a Bari, run like a “pulp” (polpo, in dialetto)

Il primo tagliando per i miei 40 anni arriva subito il giorno dopo averli compiuti, con una corsa di 10km alla Deejay Ten di Bari, in una ventosa e fresca domenica di marzo. L’evento è bellissimo, 10mila persone, tutti con la stessa voglia di correre e di divertirsi. In realtà non ho corso tutti i 10km perchè, correndo sul lungomare, mi veniva sempre voglia di fare qualche foto, cosi’ di tanto in tanto mi sono fermato per fotografare (con l’iphone), i pescatori baresi che orgogliosi mostrano i polpi appena arricciati, o aprono i frutti di mare freschi.

 

L’arricciatura dei polpi, che consiste nello sbattere ripetutamente per terra un polpo per renderlo piu’ tenero e quindi arricciarne i tentacoli,  è una delle scene piu’ tipiche e fotogeniche che vi capiterà di incontrare se passeggiate sul lungomare di Bari, qualsiasi giorno della settimana Tutta Bari in una foto: la birra Peroni, un uomo che apre le cozze crude, il mare.

I festeggiamenti dei miei 40 anni

Sarò sincero, so che si dice sempre cosi’, ma davvero, me ne sento la metà, non 40 di certo. Ma tant’è, per memoria futura, eccomi qua a festeggiarlo, in un ottimo ristorante a Monopoli, con i miei piu’ grandi amori: mio padre e mia madre. What else?

Prima di arrivare alla torta pero’, siam dovuti passare attraverso piatti FANTASTICI, come questo spaghetto ai ricci di mare, poesia e libidine ai massimi livelli. ADORO

Per chi fosse interessato, consiglio vivamente questo ristorante nella splendida cittadina di Monopoli:

Terrazzamare – non la solita trattoria, ma piatti curatissimi e di alta qualità, personale e ambiente molto piacevole e serio. Il titolare, un veneto, molto simpatico e competente.
https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g652003-d10210325-Reviews-Terrazzamare-Monopoli_Province_of_Bari_Puglia.html

Un salto nel Salento

Piccola parentesi del mio soggiorno in Puglia, un passaggio in salento, dove vivono i miei suoceri e le uniche foto che ne testimoniano il passaggio, riguardano lo splendido mare di San Pietro in Bevagna e il pasticciotto leccese (dolce in pasta frolla ripieno di calda crema pasticcera), per una bella colazione a piazza Sant’Oronzo a Lecce.

Il pasticciotto leccese è stato poi uno dei soggetti del photoshooting sul cibo, immagini che pubblichero’ nei prossimi giorni…

Photoshooting di Food

E dopo qualche giorno di pura vacanza, eccomi pronto per dedicarmi un po’ all’amata fotografia. Come avevo gia programmato, ho organizzato una sessione di Food Photography, fatta in casa, con due speciali assistenti: mia madre (alle luci) e mio padre (setting e modello). 🙂

Uno dei soggetti di punta che da tempo volevo fortografare (e finalmente ci sono riuscito), sono i ricci di mare. Le loro foto sono, stranamente, molto rare nei maggiori siti di microstock, come Fotolia o Shutterstock e non mi spiego il perché. SI tratta di soggetti molto fotogenici oltre che molto rinomati dal punto di vista culinario, non solo in Italia. Tant’è che al momento in cui scrivo questo articolo, dopo soli due giorni dalla loro pubblicazione, ne ho gia vendute 10! Fantastico.

Nei prossimi giorni publichero’ i risultati di questa due giorni di photoshooting. con piu’ dettagli tecnici, intanto ecco la lista dei soggetti fotografati: ricci di mare, orobanche (sporchia), asparagi, fave, carciofi, focaccia barese, fichi secchi, cipollotto, zeppoline. pasticciotto.

Grazie a questo photoshooting, ho prodotto la bellezza di quasi 600 nuove immagini gia in vendita sui maggiori siti di fotografia di stock!

In giro per Mola di Bari, il mio paese.

Quando sono a Mola, la cosa che amo di piu fare è camminare tra i vicoli, i  parchi e i mercati, senza una meta in particolare, ma solo per osservare tutto quello che succede intorno, lo scorrere pigro e rumoroso della vita al sud Italia. Camminando di mattina, vengo avvolto dal dolce profumo dei cornetti caldi e del caffè che esce dalle porte dei bar sempre pieni ed affollati, perchè da noi la giornata comincia sempre in un bar. Quando ci passo davanti rallento per ascoltare i discorsi degli uomini seduti ai tavolini o al bancone: sono 90% sul calcio, 10% sui problemi della politica locale.

Tra i vicoli invece, si incontrano per lo piu’ le donne che vanno a fare la spesa, mentre dalle porticine delle case escono i profumi di quello che si mangerà a pranzo, e la fame ti arriva gia molto prima. E allora mi diverto ad inseguire tutti questi odori e cerco di indovinarne l’origine, quale piatto di pasta o verdura si sta preparando. Quando vedo due o tre donne che parlottano, rallento per ascoltare i loro discorsi che sono 90% pettegolezzi su fatti accaduti o persone, 10% problemi di salute.

 

In tarda mattinata poi, capita per forza di passare davanti ad un panificio da cui inesorabilmente arriva il profumo della tipica focaccia barese: nessuno puo’ resistere alla tentazione di coprare una fetta, rigorosamente triangolare, ancora fumante, e mangiarla nonostante l’opulento pranzo che ti aspetta da li a poco…

Nel pomeriggio invece, il mio rito è sempre e solo quello: aspettare le barche che “scendono” (cosi’ si dice nel dialetto molese”) e portano il pescato freschissimo al mercato del pesce. Ed anche qui è una esplosione di colori, suoni e odori, una musica a me familiare e che risveglia ogni senso del mio corpo.

Prima di ripartire, ancora un saluto al mare

L’utimo giorno, ho fatto quello che faccio sempre prima di ogni partenza: una camminata solitaria lungo il porticciolo, per fare un carico di energia positiva che solo il mio mare sa darmi. Accarezzato dal vento, ho letto qualche riga del libro di Claudio Pellizzeni, “L’orizzonte, ogni giorno, un po’ più in là”, che racconta il suo incredibile viaggio, il giro del mondo senza prendere aerei, dopo aver abbandonato il suo comodo ma piatto lavoro d’ufficio. Un libro pieno di emozioni e storie interessanti, il racconto di un lungo viaggio che spero di poter fare anche io, presto, molto presto…

 

Arrivederci Mola, arrivederci Puglia!

Sabino