25 photos that brings you inside the stunning Alhambra in Granada

After telling you about my experience in Granada, today I bring you into an authentic wonder of architecture and history, declared Unesco’s Cultural Heritage of Humanity in 1984: the Alhambra.
(I will not write here the history of this place as you can easily read it on Wikipedia.)

Instead, I want to describe it through the photos I took with my Leica SL and consequently through the emotions I felt, the environments, atmospheres, and details that struck me most.

Most of the photos were taken inside the Royal Palace, Palacio Nazaries, the most beautiful Islamic building in Europe, a series of rooms and patios in the most classic and sophisticated Moorish style. A real wonder.

Unfortunately, I can not write the aperture value for each shot because I used old and uncoded lenses, so the camera doesn’t show it.

The following first picture was taken by Mirador de San Nicolas at sunset, on a tripod, with an old Pentacon 135mm f2.8 with M42 mount, a lens that gave me amazing results on Leica SL.

– 1 –

Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

– 2 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 3 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 4 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 5 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

– 6 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

 

– 7 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 8 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 9 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

 

– 10 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 11 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 12 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 13 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 14 –

Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

– 15 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

– 16 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 17 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

– 18 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

 

– 19 –

Leica SL + Pentacon 135mm f2.8 

– 20 –

Leica SL + Pentacon 135mm f2.8

– 21 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

– 22 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

– 23 –

Leica SL + Summicron 50mm f2

– 24 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

– 25 –

Leica SL + Summicron 28mm f2 ASPH

Conclusions and photography reflections

With so many tourists around, it is very difficult to take special pictures. Even wanting to insert the human element, which I usually love to do, I can not isolate it from others, aside from being, the tourist, not especially photogenic.

In this case, the only way to make the photo interesting is to use the cinematic technique of the “fifth”, a predominant element set in the foreground but out of focus, as in photo N.11, where the child makes almost unnoticed the presence of other people in the background.

Photo N.5, on the other hand, is the one where I managed to get what I wanted, that is to isolate and insert a distinctly human element in a frame that characterizes and identifies the place. I saw the image as soon as I entered that room, but I only had a few seconds to shoot, because then it was a continuous flow of tourists passing by, outside and inside.

For the rest, I have focused more on the beautiful architectural details, often placed above me and thus free from other disturbing elements.

About you, which picture from this series do you prefer the most and why?

I would highly appreciate your comments.

Thanks for reading,
Sabino

Alla scoperta di Granada, 4 percorsi a piedi e consigli utili – Viaggio in Andalusia

La prima città che ho visitato, nella regione andalusa, è Granada, una delle province più importanti e sede della famosa Alhambra, una antica cittadella araba (medina), poi conquistata dai cristiani e nominata Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’Unesco.
In questa città, dalle forti atmosfere marocchine, c’è tanto da vedere e, soprattutto esplorare, ma attenzione, è anche ricca di salite e discese, quindi siate ben allenati!

Il traffico, all’ingresso di Granada

Arrivati in tarda serata, dopo la quiete del deserto di Tabernas e gli splendidi paesaggi della Sierra Nevada, l’impatto con la città è stato abbastanza traumatico a causa di un traffico enorme: per percorrere gli ultimi 7-8 chilometri, ci abbiamo messo quasi un’ora. Ma siamo in Spagna, e qui non è mai troppo tardi, neanche per uscire e mangiare. Così, lasciati i bagagli nell’ottimo hotel Abadia, a pochi passi dalla cattedrale e in posizione centrale, ci siamo subito riversati in strada in cerca di ristoro.

Calle Elvira, atmosfera marocchina tra Tapas Bar e sale da The

La strada più famosa per la vita notturna a colpi di tapas e cervezas, è senza dubbio Calle Elvira. Questa stradina, nel distretto di Granada centro, è lunga poco meno di un chilometro ed è ricca di Tapas bar, tabernas, negozi di souvenir, Kebabs e sale da the. Sembra di essere in un paese del Marocco e fino a tarda sera l’atmosfera è allegra e vibrante. Percorrendola tutta, si arriva alla centralissima Plaza Nueva, da dove partono i bus più importanti e anch’essa piena di ristoranti, bar e negozi.

Scegliere dove mangiare, con così tanta offerta è sempre difficile, ma avevamo un buon indirizzo per una cucins di pesce fresco e frutti di mare e così ci siamo diretti al Bar Los Diamantes, proprio in Plaza Nueva, giusto in tempo prima che chiudesse.
Di questo bar ne parlerò in un post dedicato, ma vi anticipo che si mangia davvero bene.

Percorso a piedi N.1 – Plaza del Triunfo > Plaza Nueva –  850 m

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.


Il meglio di Granada, in un giorno

Avendo un giorno intero a disposizione, ecco quello che abbiamo fatto per visitare Granada al meglio.


Mattina –  Alhambra e Albaicin

Dopo una ottima e dolcissima colazione nel piccolo panificio/pasticceria La Tentacione, abbiamo raggiunto a piedi la splendida Alhambra, senza biglietto, con la speranza di trovarne un paio alla biglietteria (leggi dopo). Ci sono ovviamente servizi di bus cittadini, visto che la cittadella si trova in cima ad una collina, ma la passeggiata a piedi, seppur quasi tutta in salita, è molto piacevole e permette di scoprire e fotografare scorci che altrimenti non vedresti andandoci in bus.

Acquistati i biglietti (14€ a testa), abbiamo dedicato un paio di ore alla visita della Generalife, il meraviglioso giardino esterno, già affollato di turisti. La visita al Palacios Nazaríes, il più importante e scenografico è regolata per scaglioni e il nostro turno di entrata è alle 14:30, per questo motivo abbiamo diviso la visita alla’Alhambra in due momenti diversi della giornata.

Percorso a piedi N.2 – Plaza Nueva > Alhambra – 1.5km (prevalentemente in salita)

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.

Pastelleria – La Tentacione

Pastelleria – La tentacione

La vista sulla città sul percorso vero l’Alhambra

Un simpatico murales di Alice lungo il percorso verso l’Alhambra

Gli splendidi giardini del Generalife all’interno dell’Alhambra

Gli splendidi giardini del Generalife all’interno dell’Alhambra

L’Alhambra

L’Alhambra

Lasciata l’Alhambra intorno alle 11:00, ci siamo diretti, sempre a piedi ovviamente, verso il quartiere arabo dell’Albaicin, percorrendo una lunghissima e profonda discesa che porta fino alle rive del fiume Darro. Da qui, si ricomincia a salire attraverso un labirinto di vicoletti stretti, puliti e spesso decorati da fiori appesi alle pareti. Siamo appunto nel quartiere arabo. La zona più frequentata di questo quartiere è senza dubbio il mirador di San Nicolas, da dove si ha una vista stupenda sull’Alhambra e dove vengono scattate gran parte delle foto panoramiche. Ma non è ancora l’ora giusta, per cui abbiamo continuato ad esplorare il quartiere.

 

Percorso a piedi N.3 – Alhambra > Abayzin – 1.5km (lunga discesa e poi risalita)

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.

La lunga discesa che dall’Alhambra porta all’Albaicin

La lunga discesa che dall’Alhambra porta all’Albaicin

 

La vista sull’Alhambra dal Mirador San Nicolas

 

Plaza Aliatar, un bell’angolo nell’Albaicin

Dettaglio di una finestra in stile Moresco, nell’Albaicin

Albaicin

Albaicin

Prima di tornare a completare la nostra visita all’Alhambra, abbiamo pranzato alla Tabernas La Cueva del 1900, con ottime tapas a base di Jamón Ibérico de Bellota, salsina al pomodoro, crostini di pane con prosciutto e un bel bicchiere di vino rosso. Un bel ristorante vicono Plaza Nueva che vi consiglio per uno stop&go.


Pomeriggio – Alhambra (Palazzo Reale e Alcazaba)

Intorno alle 14:00 siamo ritornati all’Alhambra, stavolta in bus (1.20€) per la visita al Palacios Nazares e all’Alcazaba. Nonostante l’ora, abbiamo trovato ancora molti turisti, a conferma che questo sito è sempre affollato, indipendentemente dal momento della giornata. Dopo una lunga fila sotto un sole cocente, siamo finalmente entrati nel Palazzo Reale e l’attesa è stata gratificata. Gli interni sono splendidi, nel tipico stile moresco fatto di arcate e splendide decorazioni a volte in pietra altre in maiolica. La visita è molto piacevole e gli ambienti sono molto fotogenici, oltre che freschi. Peccato che, per la presenza di tanti turisti, è stato difficile scattare foto particolarmente interessanti…

Dopo il Palazzo Reale, abbiamo visitato l’Alcazaba, la zona militare, centro di difesa e sorveglianza dell’Alhambra e rappresenta la parte più antica del complesso. Per entrarci, bisogna mostrare il biglietto d’ingresso.
Da una delle torri si gode di una splendida vista sulla città e sui quartieri dell’Albaicin e Sacromonte, quindi ne vale davvero la pena.


 

Terminata la visita intorno alle 16:00, provati dal caldo e da una giornata gia piena ma ancora a metà, siamo tornati, a piedi (2km), verso nostro hotel per un meritato riposo di quasi 3 ore.

Dettagli delle meravigliose decorazioni moresche all’interno del Palazzo Reale


Sera – Tapas nell’Albaicin, tramonto a San Nicolas e Zambra gitana nel Sacromonte

Rinfrescati e riposati, alle 19:30 siamo usciti per camminare di nuovo verso il quartiere dell’Albaicin con destinazione finale il quartiere gitano di Sacromonte, dove assisteremo allo spettacolo del flamenco gitano, chiamato “Zambra”, nel locale Venta el Gallo.

Prima però facciamo tappa al Mirador di San Nicolas per la classica foto dell’Alhambra al tramonto. Il percorso ancora una volta è bellissimo ma tutto in salita. Si parte da Plaza del Triunfo, dove c’è una bella porta marocchina, Puerta de Elvira, punto di inizio della famosa strada delle tapas (leggi sotto). Questa porta mi ha ricordato la porta di Bab Boujloud di Fes, in Marocco, certo più bella e scenografica, ma per un attimo mi ha riportato li.

Arrivati al Mirador di San Nicolas, mi sono trovato davanti ad una piazzetta iper affollata di turisti e fotografi, pronti ad immortalare il panorama al calare del sole. Con un pizzico di difficoltà e con l’esperienza maturata in tanti viaggi, sono riuscito piano piano a farmi spazio e a prendermi un posto in prima fila, ma ho dovuto attendere quasi un’ora senza far nulla prima che il sole cominciasse a calare.

Ma ormai non sono più un fotografo di paesaggio, o meglio non è questa una fotografia che mi entusiasma come prima, per cui, me ne sono andato prima che il sole tramontasse completamente.

Lo spettacolo della Zambra ci aspettava da li a pochi minuti, e per me era molto più importante dal punto di vista fotografico, o almeno lo speravo.

E questa aspettativa alta è stata fortunatamente confermata:

la danza della Zambra, il flamenco gitano, mi ha travolto e lasciato con la pelle d’oca alla fine dello spettacolo. .

Stupenda, sofferta, passionale e indimenticabile.
La rivedrei altre mille volte.

 

Ovviamente a Granada ce ne sono diversi di spettacoli di Zambra, locali più o meno turistici sono lungo tutto il Caminito di Sacromonte. Ora non so come sono gli altri, ma quello del Venta el Gallo è stato incredibilmente bello e per niente turistico. Parlo dello spettacolo in se, non del resto del locale, comunque carino. Ma di questo ne parlerò più dettagliatamente in un articolo separato.

Percorso a piedi N.4 – Plaza del Triunfo > Sacromonte – 2.1km (prevalentemente in salita)

Di seguito, la mappa del percorso. Cliccandoci su “Altre opzioni” verrete indirizzati al percorso dettagliato su Google Maps.

In attesa del tramonto sull’Alhambra del Mirador San Nicolas

La meravigliosa vista sull’Alhambra

Ballerina di Zambra in un pausa relax

Il locale “Venta El Gallo” nel quartiere gitano di Sacromonte

Una famiglia gitana

Il palco, pochi minuti prima dello spettacolo


Ricapitolando, il meglio di Granada e qualche consiglio utile

La Alhambra 

Ovviamente, l’attrazione principale di questa città è senza dubbio l’Alhambra, anche se a posteriori, dopo la mia esperienza, c’è un’altra attrazione per la quale ritornerei volentieri a Granada, la Zambra.
Se cercate in giro sui vari siti, vi diranno che bisogna acquistare il biglietto per l’ingresso diversi giorni in anticipo, online, perchè il numero di accessi è limitato ogni giorno.
Allora, a grandi linee, è vero, soprattutto se fate come me e cercate di acquistare il biglietto un giorno prima, trovando probabilmente tutto sold out. Bisogna però chiarire che, l’ingresso a numero limitato, riguarda solo la visita del Palazzo Reale (Palacio Nazares), mentre per tutta la cittadella e quindi i giardini del Generalife e l’Alcazaba i biglietti si trovano sempre, non c’è un limite

Ora, non so se la mia è stata solo fortuna, ma, considerando che la biglietteria apre alle 8:30, sono arrivato intorno alle 9:30 e c’erano diversi biglietti ancora disponibili per l’ingresso nella fascia oraria delle 14:30 (ci sono 3 fasce orarie pre stabilite). Certo, non è l’orario ideale, ne per il forte caldo ne dal punto di vista fotografico, ma a me piace sempre pensare che qualsiasi situazione può offire grandi fotografie e non devo forzare il caso.

Le mie foto piu’ belle sono sempre quelle piu’ casuali e istintive e non pensate troppo prima.
Dunque, non scoraggiatevi se non riuscite a prenotare il biglietto in anticipo, probabilmente ne troverete uno sul posto.

5 note utili da ricordare sull’Alhambra

  1. Apre alle 8:30
  2. Sempre affollata e molto grande. Considerate dalle 3 alle 4 ore per la visita.
  3. Ci sono fontane con acqua potabile in vari punti.
  4. Con il biglietto si può entrare e uscire più volte nella giornata, tranne che per l’Alcazaba e per il Palazzo Reale dove si pu’ entrare solo una volta.
  5. Ci si arriva, dal centro, Plaza Neuva, con il minibus C3 al costo del biglietto (si fa sul bus) di 1.20€ (molto più bello andarci a piedi, 30minuti di camminata)

L’Albaicin

Il quartiere arabo di Granada, anch’esso nominatoPatrimonio Culturale dell’Umanità dall’Unesco, sorge su una collina di fronte all’Alhambra. Perdersi tra le sue belle stradine è il modo migliore per esplorarlo e fotografarlo. 

5 note utili da ricordare sull’Albaicin

  1. Conviene visitarlo dalle 19:30 in poi quando la luce é più calda e la temperatura meno forte
  2. Molto bella la passeggiata dall’Albaicin fino al caminito del Sacromonte.
  3. Non perdere il tramonto sulla Alhambra dal mirador di San Nicolas
  4. Ottima zona per le tapas o per una cena, da Plaza Larga a Calle Panaderos
  5. Souvenirs. Trattate i prezzi, di partenza alti per i turisti. Preso un magnete, da 3€ a  2€

Dormire a Granada

Qui posso riportare solo la mia (ottima) esperienza con l’hotel Ottimo il nostro hotel Abadia, posizione centrale e macchinetta del caffe con servizio gratuito gratuito nella hall. Le stanze non sono grandi ma molto curate e pulite e si affacciano su un bellissimo patio dove potersi rilassare. Lo staff è molto molto gentile e disponibile. Consigliatissimo.

Il bellissimo patio dell’hotel Abadia

La mia fotografia, a Granada. Come è andata

Diversamente da quanto mi aspettavo, non ho fatto molta fotografia di strada qui a Granada. Il quartiere arabo, l’Albaicin, dove mi aspettavo una vita più locale e genuina, in realtà è una zona sopratutto turistica, con strade perfettamente addobbate e scenari più da cartolina. Questo aspetto mi ha deluso un pochino, il che non vuol dire che non mi sia piaciuta, anzi, ma dal punto di vista fotografico si è rivelata poco interessante.  Ho fatto per lo più panoramiche, paesaggi e dettagli, in particolare durante la visita nell’Alhambra.

 

L’opportunità fotografica più bella?

Le foto più belle e intererssanti le ho fatte sicuramente durante lo spettacolo della Zambra, dove, grazie al fatto che mi sono seduto in prima fila, ho avuto la possibilità di fotografare i protagonisti senza altre persone di mezzo. Qui ho utilizzato molto il Voigtlander Skopar 21mm per catturare tutta la scena, ma molto anche il Summicron M 28mm e 50mm f2 e addirittura il Pentacon 135mm f2.8 per cercare di catturare qualche dettaglio. Le foto le vedrete in un articolo dedicato.

In questa situazione ho scoperto la comodità della funzione di zoom nel mirino elettronico della Leica SL che facilita tantissimo la messa a fuoco anche in situazioni di movimento e con luci complesse come in questo caso.

 

Conclusioni

Mi è piaciuta Granada? Si, certo, anche se mi aspettavo, come detto prima, di trovare tracce più vere e genuine di una antica medina marocchina, cosa che purtroppo non c’è. Detto questo, l’Alhambra resta una meraviglia da vedere e lo spettacolo della Zambra, per me, vale da solo una viaggio in questa bella città andalusa. Ho omesso nell’articolo la Cattedrale di Granada, perchè purtroppo, per mancanza di tempo, l’ho vista solo di sfuggita. In un giorno e mezzo si riesce a vedere il meglio di Granada, ma l’ideale sarebbe fermarsi per due giorni pieni.

Voto: 6,5 (9 solo per la Zambra) 🙂

Se avete bisogno di altre informazioni, non esitate a contattarmi, sarò felice di rispondervi.

Grazie per la lettura,
a presto, Sabino

Discovering Granada, 4 walking routes and useful tips – Andalusia on the road

The first city I visited in the Andalusian region is Granada, one of the most important provinces and home of the famous Alhambra, an ancient Arab citadel (medina), then conquered by Christians and now an UNESCO’s Cultural Heritage.
In this city, with a strong Moroccan atmosphere, there is so much to see and, above all, to explore, but beware, it is also full of climbs and downs, so be well trained!

Traffic jam, just entering Granada

Arrived late in the evening, after the desert of Tabernas desert and the beautiful landscapes of the Sierra Nevada, the impact with the city was quite traumatic due to huge traffic jam: to drive the last 7-8 kilometres, we needed almost an hour. But we are in Spain, and here it is never too late, not even to go out and eat. So, left our luggages in the great Abadia hotel, just a short walk from the cathedral and centrally located, we immediately went out to the street in search of refreshment.

Calle Elvira, Moroccan atmosphere between Tapas Bar and The houses

The most famous street for tapas and cervezas is, without a doubt, Calle Elvira. This narrow street, in the centre of Granada, is less than a kilometre long and has plenty of tapas bars, tabernas, souvenir shops, Kebabs and the houses. It feels to be in a Moroccan village and until late in the evening the atmosphere is cheerful and vibrant.

Choosing where to eat, with so wide offers is always difficult, but we had a good address for a fresh seafood and so we headed to the Bar Los Diamantes , in Plaza Nueva, right in time before it closed.
About this tapas bar, I’ll talk deeply in a dedicated post, but I can tell that the food is just great!

Walking route N.1 – Plaza del Triunfo> Plaza Nueva – 850 m

Below is the route map. By clicking on “More options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.


Best of Granada, in one day

Having a full day available, here’s what we did to visit Granada at its best.


Morning –  Alhambra and Albaicin

After a nice and sweet breakfast in the small bakery / pastry shop La Tentacion, we walked to the beautiful Alhambra, without a ticket, hoping to find some still available at the ticket office (read below). There are obviously city bus services, as the citadel is on top of a hill, but walking, albeit almost uphill, is very enjoyable and lets you discover and photograph glimpses that you would not otherwise see by bus.

Tickets purchased (€ 14 per head), we spent a couple of hours visiting the Generalife, the wonderful outdoor garden, crowded with tourists. The visit to the Royal Palace, Palacios Nazaríes, the most important and scenic, is set by fixed entry times and our turn is at 2:30 pm, so we split the Alhambra visit at two different times of the day.

Walking route N.2 – Plaza Nueva > Alhambra – 1.5km (mostly uphill)

Below is the route map. By clicking on “More Options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.

Pastelleria – La Tentacione

Pastelleria – La tentacione

The view of the city on the actual Alhambra route

A nice graffiti art of Alice in Wonderland, along the path to the Alhambra

The beautiful gardens of the Generalife within the Alhambra

The beautiful gardens of the Generalife within the Alhambra

L’Alhambra

L’Alhambra

After leaving the Alhambra around 11 am, we headed, always by foot, to the Arab district of Albaicin, along with a long and deep descent leading to the banks of the Darro River. From here, it begins to climb through a labyrinth of narrow, clean and decorated lanes with flowers hanging on the walls. We are in the Arab quarter. The most frequented area in this neighbourhood is undoubtedly the Mirador de San Nicolas, from where you have a stunning view of the Alhambra and where most panoramic photos are taken. But it is not yet the right time, so we continued to explore the area around.

Walking route N.3 – Alhambra > Albaicin- 1.5km (long descent and then uphill again)

Below is the route map. By clicking on “More options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.

The long descent that from the Alhambra brings to Albaicin

The long descent that from the Alhambra brings to Albaicin

 

The view over the Alhambra from the Mirador San Nicolas

 

Plaza Aliatar, a nice spot in the Albaicin

Detail of a Moresque style window, in Albaicin

Albaicin

Albaicin

Before returning to our visit to the Alhambra, we had lunch at the Tabernas La Cueva de 1900, with great tapas based on Jamón Ibérico de Bellota, tomato sauce, bread croutons with ham and a glass of red wine. A very good restaurant near Plaza Nueva I recommend for a stop & go.


Afternoon – Alhambra (Royal Palace and Alcazaba)

At about 2pm we returned to the Alhambra, this time by bus (1.20 €) for the visit to Palacios Nazares and Alcazaba. Despite the time, we still found many tourists, confirming that this site is always crowded, regardless of the time of the day. After a long wait under a burning sun, we finally entered the Royal Palace and the wait was gratified. The interiors are gorgeous, in the typical Moorish style made of arches and gorgeous stone ornaments. The visit is very pleasant and the halls are very photogenic, as well as fresh. Too bad, because of the presence of so many tourists, it was difficult to take particularly interesting photos …

After exiting the Royal Palace, we visited the Alcazaba, the military area, the Alhambra defence and surveillance centre and represents the oldest part of the complex. To get in there, you need to show your ticket.
From one of the towers you have a great view of the city and suburbs of Albaicin and Sacromonte, so it’s worth it.


At the end of the visit, at around 4 pm, tired by the heat and the intense half day we had, we returned to the hotel, walking for about 2km for a well-deserved rest of almost 3 hours.

Details of the wonderful Moorish decorations inside the Royal Palace


Evening – Tapas in the Albaicin, sunset at San Nicolas and Zambra in the Sacromonte Gypsies district

Refreshed and rested, at around 19:30 we went out to walk back to the neighbourhood of Albaicin with final destination the Sacromonte gitano district where we will attend the  Gypsies Flamenco called “Zambra” in the tabernas Venta El Gallo.

First, however, we stop at the Mirador de San Nicolas for the classic Alhambra photo at sunset. The route once again is beautiful but everything is uphill. It starts from Plaza del Triunfo, where there is a beautiful Moroccan door, Puerta de Elvira, the starting point of the famous tapas road (see below). This door reminded me of Bab Boujloud in Fes, Morocco, which is, of course, more beautiful and scenic, but for a moment brought me back there.

Arriving at the San Nicolas Mirador, I found a huge crowd of tourists and photographers ready to capture the sunset scenery. With a pinch of difficulty and with the experience gained on so many trips, I managed to make room for me and take a spot in the front row, but I had to wait almost an hour without doing anything before the sun began to fall.

But now I’m no longer a landscape photographer, or rather, this is not a picture that I’m thrilled as in the past, so I left the place before the sun was completely over.

The Zambra show waited for us in a few minutes, and for me it was much more important from a photographic point of view, or at least I was hoping for it.

And this high expectation has been fortunately confirmed:

The Zambra’s dance, the Gypsies flamenco, overwhelmed me and I left with the goose bumps at the end of the show. Wonderul, full of suffering, passion and rithm. Unforgettable. I would see it again and again, a thousand times.

Obviously in Granada there are several shows of Zambra, more or less touristic places are all along the Caminito de Sacromonte. Now I do not know how the others are, but that of Venta el Gallo has been incredibly beautiful and nothing touristy. I talk about the show itself, not the place, anyway cute. But I will discuss this in more detail in a separate article.

Walking route N.4 – Plaza del Triunfo > Sacromonte – 2.1km (mostly uphill)

Below is the route map. By clicking on “More options” you will be directed to the detailed route on Google Maps.

Waiting for sunset on the San Nicolas Mirador’s Alhambra

The stunning view over the Alhambra

Zambra dancer in a relaxing break

The “Venta El Gallo” restaurant in the Sacromonte gitano district

A gitanos Family

The stage, a few minutes before the show


By summing up, the best of Granada and some helpful advice

The Alhambra 

Of course, the main attraction of this city is undoubtedly the Alhambra, although afterwards, after my experience, there is another attraction for which I would happily return to Granada, the Zambra.
If you look around the various sites, they will tell you that you need to buy the ticket for entry several days in advance, online, because the number of accesses is limited every day.
This is true, especially if you do it like me and try to buy the ticket a day earlier, probably finding it all sold out. However, it’s also true that the limited number of entries relates only to the visit to the Royal Palace (Palacio Nazares), while the whole citadel and then the gardens of Generalife and the Alcazaba are always available.

Now, I do not know if mine was just lucky, but considering that the ticket office opened at 8:30 am, I arrived around 9:30 am and there were several still available tickets for entering at 14:30 (There are 3 pre-established visit slots). Of course, it’s not the ideal time of the day, either for the heat or for a photographic point of view, but I always like to think that any situation can offer great photographs and I do not have to force the case.

My best pictures are always the most casual and instinctive ones.
So do not be discouraged if you can not book the ticket in advance, you probably will find one at the tickets counter desk.

5 useful notes to remember about the Alhambra

  1. Opens at 8:30h
  2. Always crowded and very large. Consider 3 to 4 hours for the visit.
  3. There are fountains with drinking water at various points.
  4. With one ticket you can go in and out several times in the day, except for the Alcazaba and the Royal Palace where you can only enter once.
  5. We arrive from the center of Plaza Neuva with the C3 minibus at the cost of the bus ticket (1.20 € on the bus) (much better to walk on foot, 30 minutes walking)

The arab district of Albaicin

The Arabian district of Granada, also named UNESCO’s Cultural Heritage, stands on a hill in front of the Alhambra. Losing yourself into its beautiful streets is the best way to explore and photograph it.

5 useful notes to remember on the Albaicin

  1. It is advisable to visit it from 19:30 onwards when the light is warmer and the temperature is less strong
  2. Very nice walk from Albaicin to Sacromonte.
  3. Do not miss the sunset on the Alhambra from the Mirador de San Nicolas
  4. Great tapas bars or restoraunts, from Plaza Larga to Calle Panaderos
  5. Souvenirs. Negotiate the prices, high for tourists. I’ve got a magnet, from 3 € to 2 €

Accomodations in Granada

Here I can only bring my (great) experience with the hotel Excellent our Abadia hotel, central located and with a coffee machine to use for free in the lobby. The rooms are not large but very clean and overlook a beautiful patio where you can relax. The Hotel staff is very nice and helpful. Highly recommended.

The nice patio of the Abadia hotel

My photography, in Granada. How did it go

Unlike what I expected, I did not take a lot of street photography here in Granada. The Arabian quarter, Albaicin, where I expected a more local and genuine life, is actually a tourist area, with well-groomed streets and postcard scenarios. This aspect has disappointed me a bit, which does not mean I did not like it, indeed, but from a photographic point of view it turned out to be uninteresting. I did mostly panoramic, landscapes and details, especially during the visit to the Alhambra.

The most beautiful photo opportunity?

The most beautiful and intriguing photos I made during the Zambra show where, thanks to the fact that I sat in the front row, I had the opportunity to photograph the artists without having other tourists in between. Here I used the Voigtlander Skopar 21mm to capture the whole scene, but also the Summicron M 28mm and 50mm f2, and even the Pentacon 135mm f2.8 to try to capture some details. You will see the pictures in a dedicated article.

In this situation I discovered the convenience of the zoom function in the Leica SL electronic viewfinder, which facilitates the manual focusing even in moving actions and with complex lights as in this case.

 

Conclusions

I liked Granada? Yes, of course, even if I expected, as I said before, to find more real and true traces of an ancient Moroccan medina, which unfortunately is not. That said, the Alhambra remains a wonder to see and the Zambra show worth a trip to this beautiful Andalusian city. I did not mention the Cathedral of Granada, because unfortunately, for lack of time, I only saw it from the outside and quickly. In one day and a half, you can see the best of Granada, but the ideal would be to stop for two full days.

My rating: 6.5 (9 for Zambra only) 🙂

If you need more information, do not hesitate to contact me, I will be happy to answer you.

Thanks for reading,
see you soon, Sabino

Leica SL con Helios 44-M4 58 f2 in un vortice di lavanda…

Una delle ragioni principale per cui sono passato alla Leica SL, è la possibilità di utilizzare le vecchie lenti con attacco M42, visto che ne posseggo un bel pò, frutto di tanti giri ai mercatini dell’usato tra Francia e Germania. Anche se tutto manuale, la messa a fuoco è molto veloce e precisa con la Leica SL, grazie alla funzionalità di zoom nel mirino durante la ripresa, funzione che trovo fantastica!

Detto questo, non appena ho un pò di tempo libero, prendo una lente dalla mia scatola magica, ed esco a provarla.

Ieri, in un tranquillo pomeriggio domenicale, ho scelto una vecchia lente russa, prodotta in larghe quantità a partire dagli anni 50, e quindi molto facile da trovare, sie nei mercati (di solito attaccata ad una bella Zenit) o su Ebay, acquistabile con poche decine di euro. Io ne ho due tipi di Helios 44-2 e 44-M4, ma sul mercato se ne trovano diverse varianti.

Quella che ho testato è l’ Helios 44-M4 58mm f2.

La peculiarità di questa lente, oltre che l’ottima resa cromatica e nitidezza, è l’effetto vortice nel fuori fuoco o “bokeh”.

Ecco qui la lente montata sulla Leica SL with grazie ad un adattatore Novoflex per attacchi M-42

 

Il campo visivo dell’Helios attraverso il mirino elettronico della Leica SL

 

Perso in un vortice di lavanda…

Mentre passeggiavo dunque, ho trovato un bel cespuglio di lavanda (ora siamo nel periodo di massima fioritura) e mi è sembrato subito un bel soggetto dove testare la lente. Ho cominciato dunque a provare inquadrature particolare e ad inseguire i calabroni mentre godevano del nettare di questi bellissimi fiori.

Tutte le foto sono state fatte alla massima apertura di diaframma, quindi f2, proprio per ottenere più fuori fuoco.

 

Soprattutto nelle ultime foto della serie si può notare chiaramente l’effetto “vorticosodello sfondo fuori fuoco, caratteristica di questo Helios.

Conclusioni

Bene, dopo questa prova, sono abbastanza certo che porterò sempre questa lente nella mia borsa per usarla sempre alla massima apertura, f2, soprattutto per fare dei ritratti. Mi piace molto anche la resa cromatica e la nitidezza per cui ne sono molto soddisfatto.

Un bel “pollice in su” per questo Helios 44-M4 58mm!

grazie per la lettura e a presto,
Sabino

Leica SL with Helios 44-M4 58 f2 in a swirl of lavender …

One of the reasons why I moved to Leica SL is the ability to use old lenses with an M42 mount, as I own several, bought for a few euros from the flea markets in Europe.  The manual focus then is very fast and accurate thanks to the zoom function in the fantastic electronic viewfinder of Leica SL.

Said so, whenever I have some free time, I pick one of the M42 lenses from my special box and I’m going out to try it.

Yesterday, on a nice Sunday afternoon, I mounted an old Russian lens, produced in huge quantities in the ’50s, and so very easy to find at the flea markets (usually attached to a Zenit camera) or on Ebay markets for a few euros. I own two Helios already, but there are many variations on the market.

The one I tested is the Helios 44-M4 58mm f2.

The peculiarity of this lens is the rendering of the out of focus also called “bokeh” that, besides being pleasing, has a particular vortex effect.

Here is the lens paired with my Leica SL with a Novoflex adapter for the M-42 mount

 

Looking through the electronic viewfinder of the Leica SL

 

Lost in a swirl of lavender…

While walking, I’ve found a nice bush of lavender (now is the blooming season) and this is the blooming period, so I played around with the flowers and the bees.. here are the pictures, always at full opening, so f2.

 

In these last photos, you can clearly see the nice swirly bokeh that is a peculiarity of this lens.

Conclusions

Well, I’m pretty sure from now on I will always keep this lens in my travel bag to use it exclusively at the maximum aperture, f2 and have that unique vortex behind the subject.

Thumbs up for the Helios 44-M4 58mm!

Thanks for reading and soon,
Sabino

18 foto del deserto di Tabernas, fotografato con la Leica SL

Dopo il racconto del mio viaggio nel deserto, è ora il momento di pubblicare le foto scattate con la mia nuova Leica SL.
Questa, è stata la prima volta perché, come gia scritto in un post di qualche giorno fa, l’ho ricevuta solo due giorni prima della partenza per l’Andalusia, senza neanche aver tempo di familiarizzare ocn i settaggi e i pulsanti.

Amore a prima vista – Impressioni al primo utilizzo…

Gia rassicurato dagli elogi letti in giro e dal parere più che entusiasmante del mio caro amico e fornitore Ryuichi di NOC, le prime impressioni d’uso sono state molto positive, più di quanto mi aspettassi. Onestamente, passando dalla splendida Leica M alla Leica SL, ero convinto di perdere quella fantastica maneggevolezza e discrezione tipica della M. Invece no, tutt’altro.

La Leica SL tra le mani è molto piacevole e non è “grossa” come si legge spesso in giro, anzi. È un pò più alta, ma molto meno profonda rispetto ad una dslr, per esempio.

 

Il menu, nel tipico stile Leica, è molto semplice ed intuitivo, e questo ne ha facilitato sicuramente il primo utilizzo.

Non avendo molto tempo per esplorare tutti i settaggi, prima di cominciare a scattare, mi sono assicurato almeno di impostare i parametri più importanti, per non rischiare brutte sorprese una volta scaricate le foto.
Il pulsante che ho da subito amato e che mi ha fatto felicissimo, è il piccolo joystick sul retro che permette di zoomare nel viewfinder e quindi mettere a fuoco con molta precisione.

Il viewfinder poi, è tanta roba, ampio, luminoso e con una definizione fantasticsa. Non ho sentito francamente la mancanza del mirino ottico.

Quali lenti

Per questa sessione fotografica ho utilizzato le seguenti lenti, con relativi adattatori Novoflex:

  • Leica Summicron M 50 f2
  • Voigtlander Skopar M 21mm F4
  • Pentacon M42 135mm f2.8

18 foto del deserto di Tabernas, fotografato con la Leica SL

(post produzione con Adobe Lightroom)

 

Summicron M 50mm – f6.8 – 1/320 sec. – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/400 sec. – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f8 – 1/160 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f5.6 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/500 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f8 – 1/200 sec – ISO 100

Voigtlander Skopar M 21mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

Voigtlander Skopar M 21mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/125 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/400 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/400 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f5.6- 1/250 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

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Grazie e a presto,
Sabino

18 photos of Tabernas desert, photographed with a Leica SL

After telling you the story about my experience in the desert of Tabernas, it’s time to publish the photos taken with my new Leica SL.
This was the first opportunity to use the camera, because, as I wrote in a post a few days ago, I received it only two days before leaving for Andalusia, without even having time to familiarize with all the settings and the buttons.

Love at first sight – Impressions at first use …

Well reassured by the praise and excitement of my dear friend and supplier Ryuichi from NOC, the first impressions of use of the Leica SL have been very positive, more than I expected. Honestly, switching from the beautiful Leica M to Leica SL, I was concerned about losing that great handling and discretion typical of the M. But no, no..

The Leica SL in the hands is very enjoyable and is not “fat and big” as I often reads around, indeed. It’s a bit taller, but much less deep than a dslr, for instance.
The menu, in the typical Leica style, is very simple and intuitive, and this has certainly facilitated its first use.

But, not having much time to explore all the settings, before I start shooting, I’ve made sure I set the most important parameters in order to avoid any bad surprises once I download the photos, later on at home.
The button I just loved and made me happy is the small joystick on the back that lets you zoom in the viewfinder and then focus very accurately.

The viewfinder then, is so much stuff, wide, bright, and with a fantastical definition. I did not clearly feel the lack of an optical viewfinder.

Which lenses

For this photo session I used the following lenses, with a Novoflex adapters:

  • Leica Summicron M 50 f2
  • Voigtlander Skopar M 21mm F4
  • Pentacon M42 135mm f2.8

18 photos of Tabernas desert, photographed with a Leica SL

(post production with Adobe Lightroom)

 

Summicron M 50mm – f6.8 – 1/320 sec. – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/400 sec. – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/320 sec. – ISO 100

Pentacon 135mm – f8 – 1/160 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f5.6 – 1/320 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f6.8 – 1/500 sec – ISO 100

Pentacon 135mm – f8 – 1/200 sec – ISO 100

Voigtlander Skopar M 21mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

Voigtlander Skopar M 21mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/125 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/400 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f4.8 – 1/400 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f5.6- 1/250 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f8 – 1/320 sec – ISO 100

Summicron M 50mm – f11 – 1/320 sec – ISO 100

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Grazie e a presto,
Sabino

Tabernas desert – Travel stories from Andalusia

The very beginning of my road trip in Andalusia was immediately wonderful. After landing in Alicante and made a stop in the ugly city of Torre Vieja we left the coast and the landscape started to change often becoming ever more arid and hilly. Although the final destination was Granada, I had already planned to cross and take a short break in the desert of Tabernas, province of Almeria. The way to get there is very easy, and as it approaches, I felt like I was experiencing the same beautiful travel emotions I had through the canyonland and desert in the States.


Video


The Andalusian desert landscapes are very similar to those in the west US. My adrenaline climbed up as soon as I felt the smell of beautiful photos.

Along the way, flat, arid land alternates with endless fields of small olive trees and then red rock and formations similar to the Arizona’s “mesa” and “butte”. We even cross a Route 66 petrol station alike. My emotion grows, along with that feeling of “wilderness” that frees the soul from all the stress accumulated in the everyday routines at work.


Video


 (all the pictures in this post have been taken with an iphone 6S)

My first landscapes photography in this journey. Fields of olive trees…

The road from Alicante to Tabernas

Here, the road trip in Andalusia, begins…


The desert, once upon a time in the West

The Tabernas Desert, is very famous for having been, in particular in the past, the favorite location to shoot numerous western films.

Sergio Leone, the unforgettable Italian director, one of my favourites among others, has shot masterpieces here as A Fistful of Dollars(1964), For a Few Dollars More (1965) and Once Upon a Time in the West (1968).

We arrived in the afternoon, around 5pm, when the sun is still high and literally burns the rocks and the ground already dry. In the area, there are several Cinemas Studios, which have become theme parks. Unfortunately, what I wanted to visit, Fort Bravo, was closed to the public because they were shooting some scenes of a movie. Ok, next time then….

But it’s not a drama, because the landscape around, rough and natural, is incredibly beautiful. Driving around a little at random, I stopped to photograph some of the nicest spots. At this hour of the day, around 17:30, the light becomes warmer and less sharp, an ideal condition when photographing landscapes

Another stop to photograph a beautiful desert landscapes

Selfie time!

Selfie also for my brand new Leica SL


The abandoned western movie set

At some point, along with the road, I spotted what is probably a part of an abandoned old western movie set: a saloon alike house, or rather just the main facade. Around, some dry whitewashed trees and agave plants. A spot I cannot ignore, so, of course, we parked and walked through this dry and pungent countryside.

The abandoned set

For a moment, we felt we were catapulted into an old village in the west and I was expecting in a moment to hear the sound of the hooves of a horse, ridden by a cowboy with old spurs boots.


Ready to finally use intensively my new Leica SL

Back to reality, I finally started using intensively my brand new Leica SL for the first time, both for landscape photos with the Summicron 28mm f2 ASPH or for nice portraits (of my wife) or details with the Summicron 50mm f2 and the Pentacon 135mm F2.8 M42, which fortunately I just put on the bag a few seconds before leaving. At the first use, without reading anything from the manual, the Leica SL results really easy and comfortable, but the most useful feature I discovered and enjoyed is digital zoom through the small button on the back, that allows you to focus precisely with ease and speed. With the small Leica M and the rangefinder focus mode, it was more difficult.

Walking in the arid field toward the movie set

Detail of the arid ground

The adapted Pentacon M42 135mm f2.8. It gives great results on the Leica SL


The city and the castle of  Tabernas

Before leaving the desert and drive through the gorgeous Sierra Nevada to get to Granada, it is well worth a visit to the ruins of the Tabernas Castle that overwhelms the sleepy town.
Access to the site is free, indeed, everything seems completely abandoned, there is no barrier or gate to cross. Just leave the car in the free parking of a small sports center and walk up to the top.
Once on the top, the ruins themselves are nothing special, but all the best offers the view of both the town, overlooked by the rocks behind it and the desert view. Unfortunately, for time issues, I could not wait for the sunset… I imagine it would have been wonderful.

Sadly, I had to leave the desert, but this short break made me discover a truly unique and spectacular area of Spain, and I promised myself to photograph It again on a dedicated trip.


Video


The car we used for this road trip

The way up to the castle

The city of Tabernas seen from the castle


Conclusions

I highly recommend spending a few days in the desert of Tabernas and the Sierra Nevada because they have nothing to envy to the most renowned and scenic West US deserts.

This European desert is definitely a must-see location for landscape photographers!


6 great tips to note down:

  • The distance from Alicante Airport to Tabernas is around 277 Kilometers, there are several speed limits below 100km / h during the route.
  • The highway is quite new and in perfect condition.
  • Don’t miss the view from the Castle of Tabernas at sunset!
  • Visiting the ruins and the area around is totally free
  • Main photography subjects: landscapes and textures
  • Recommended lenses for this area: wide angle for endless landscapes and telephoto (90mm or 135mm or more) to capture the beautiful patterns that form in the desert and among the rocks.

Grazie,
a presto, Sabino

Il deserto di Tabernas – Racconti di viaggio in Andalusia

Le prime ore del mio viaggio “on the road” in Andalusia sono state subito meravigliose. Dopo essere atterrato ad Alicante e fatta una sosta nella bruttina (…issima…) Torre Vieja, lasciata la costa, il paesaggio cambia diventando sempre più arido e collinoso. Anche se la meta finale è Granada, avevo gia programmato di attraversare e fare magari una breve sosta nel deserto di Tabernas. La strada per arrivarci è molto comoda e poco trafficata e man mano che ci si avvicina, mi è sembrato di rivivere le stesse bellissime emozioni del viaggio attraverso i canyon e deserti americani.


Video


I paesaggi desertici andalusi sono molto simili a quelli americani, e mi è salita presto l’adrenalina non appena ho sentito l’odore di belle foto.

Lungo la strada, terra piatta e arida si alterna a distese infinite di piccoli alberi di ulivi e poi roccia rossa e formazioni simili alle “mesa” e “butte” dell’Arizona. Incrociamo addirittura un distributore di benzina in stile Route 66. La mia emozione cresce, insieme a quella sensazione di “wilderness” che libera l’anima da tutto lo stress accumulato nella routine di tutti i giorni al lavoro.


Video


 (tutte le foto in questa pagina sono scattate con l’iphone 6S)

I primi paesaggi che ho fotografato. Ampie distese di ulivi…

La strada verso il deserto

Qui comincia il mio on the road in Andalucia.


Il deserto, dove c’era una volta il West

Il deserto di Tabernas, è molto famoso per essere stato, soprattutto in passato, la location preferita per girare numerosi film western.

Sergio Leone, l’indimenticato regista italiano, uno dei miei preferiti tra l’altro, ha qui girato capolavori come come C’era una volta il WestPer un pugno di dollariPer qualche dollaro in più

Siamo arrivati qui nel pomeriggio, intorno alle 17:00, quando il sole è ancora alto e brucia letteralmente le rocce e la terra gia secca. In zona, ci sono diversi Studios Cinematografici, diventati parchi a tema. Purtroppo, quello che volevo visitere, Fort Bravo, era chiuso al pubblico perchè proprio in quelle ore stavano girando alcune scene di un film. Pazienza.

Ma non è un dramma, perchè il paesaggio intorno, grezzo e naturale, è incredibilmente bello. Girandolo un pò a caso, con la macchina, mi sono fermato a fotografare alcuni punti più belli. A quest’ora della giornata, 17:30 circa, la luce diventa più calda è meno netta, una condizione ideale quando si fotografa.

Altra sosta per fotografare il meraviglioso paesaggio desertico

Selfie time!

Selfie anche per la mia nuova Leica SL


Il set western abbandonato

Ad un certo punto, lungo la strada, ho avvistato quello che probabilmente è una parte di un vecchio set abbandonato: una casettina stile saloon, o meglio solo la facciata principale. Intorno alcuni alberi completemante secchi e piante di agave. Un paesaggio davvero bello e ovviamente, abbiamo parcheggiato e ci siamo inoltrati attraverso questa campagna secca e pungente.

Il set abbandonato

Per un attimo ci siamo sentiti noi catapultati in un vecchio villaggio del west e mi aspettavo, da un momento all’altro, sentire il rumore degli zoccoli di un cavallo montato da un cowboy con vecchi stivali a speroni.


Pronto per usare la mia nuova Leica SL

Tornato alla realtà, ho finalmente cominciato ad usare la mia nuovissima Leica SL per la prima volta in maniera intensa, sia per le foto del paesaggio con il Summicron 28mm f2 ASPH o per qualche ritratto o dettaglio con il Summicron 50mm f2 e con il Pentacon 135mm f2.8 M42, che fortunatamente ho messo in borsa pochi secondi prima di partire. Al primo utilizzo, senza aver letto niente dal manuale, la Leica SL si rivela facilissima e comoda, ma la cosa più utile è lo zoom digitale tramite il piccolo pulsante sul retro che permette di mettere a fuoco con estrema facilità e velocità. Con la piccola Leica M e la messa a fuoco a telemetro, era più difficile.

Camminando nel campo arido, verso il set western

La terra arida

 

Il Pentacon M42 135mm f2.8. Ottima resa sulla Leica SL

Finalmente comincio ad utilizzare intensamente la Leica SL


La città ed il castello di Tabernas

Prima di lasciare il deserto ed attraversare la altrettanto splendida Sierra Nevada per arrivare a Granada, vale la pena una visita alle rovine del Castello di Tabernas che sormonta la dormiente cittadina.
L’accesso è gratuito, anzi, tutto sembra completamente abbandonato, non c’è nessuna barriera o cancello da attraversare. Basta lasciare la macchina nel parcheggio gratuito di un piccolo centro sportivo e salire a piedi fino in cima.
Una volta su, le rovine in se non sono niente di particolare, ma tutto il meglio lo offre il panorama sia sulla cittadina, sovrastata dalle rocce alle sue spalle, e la vista sul deserto. Purtroppo, per questioni di tempo, non ho potuto aspettare il tramonto che immagino sarà stato meraviglioso.

A malincuore ho dovuto lasciare il deserto, ma questa breve sosta mi ha fatto scoprire una parte di Spagna davvero unica e che mi riprometto di fotografare in un viaggio dedicato.


Video


La macchina per questo on the road


La salita verso il castello di Tabernas

La città di Tabernas vista dal Castello


Conclusioni

Consiglio vivamente di passare qualche giorno tra il deserto di Tabernas e la Sierra Nevada perchè non hanno nulla da invidiare ai più rinomati e scenografici deserti americani.

Per i fotografi di paesaggio, è sicuramente una meta da non perdere!

 


6 informazioni rilevanti da tenere a mente:

  • La distanza dall’aeroporto di Alicante a Tabernas è di 277 Kilometri circa, ci sono diversi limiti sotto i 100km/h durante il tragitto.
  • Le strade in tutta la zona sono in perfette condizioni.
  • Non perdersi la vista sul deserto al tramonto, dalle rovine del castello
  • La visita al castello e tutta la zona del deserto è gratuita
  • Soggetti fotografici: paesaggi e texture
  • Lenti consigliate per questa zona: grandangolo per gli sconfinati paesaggi e teleobbiettivo per catturare i bellissimi pattern che si formano nel deserto e tra le rocce.

Grazie,
a presto, Sabino

10 days in Andalusia, with a Leica SL and…

There it is, like a night before the exams, the eve of a departure is always rich in adrenaline for me. The questions are always the same: what do I put into my bag? Or, worse, which bag I choose for this trip ….?

Not happy, I’ve added another relevant change to a few hours from this trip, a new camera, the Leica SL. Now, I just have a few hours, an evening, to learn how to use it, to understand where all the various commands are. A small risk that I take with pleasure because the journey on the road in Andalusia is a perfect opportunity to see it seriously at work.

Let’s start from the itinerary

Everything starts from Alicante, southern Spain. From there, with a rental car (Hertz), we will cross the Andalusian region by going through the Tabernas desert, Sierra Nevada, Granada, Córdoba, Sevilla, Cadiz and Malaga. My reference guide, like any trip, is the Lonely Planet, always helpful and full of good advice. In this wonderful region, there is so much to photograph, I have to skip something, but I prefer to have a travel pace not too tight and stressful. In planning, in fact, I’ve been able to set a stay of two nights in each place.

I did not read too much about what to see, because I prefer to make me surprise and guide you from the sensations of the moment, so I already know that every place will turn him long and wide.

What kind of photography do I want to get?

Before choosing the tools, it is very important to have a good idea of what are you going to see and, above all, what you want to photograph. Unfortunately, the temptation is always that of wanting to bring all the best gears with you, but for a journey on the road, with an average temperature close to 40 degrees, It is better to be lightweight and have everything under control rather than losing pieces along the way.

As far as I’m concerned, on this trip, I expect of doing many landscapes and street photos. Converted to focal lengths, it means I probably need 3 to 4 lenses, considering I do not use the zoom lenses. The telelenses, in my case 90mm or 135mm, probably will be the least used ones.

Which bag?

The choice of the bag is crucial for a trip where I plan on moving very much on foot and under a burning sun. Choosing a wrong bag, uncomfortable, can adversely affect photography as well as the vacation. It is very important for me to feel comfortable and the bag must not contain too many things and too many pockets.

Access to what is needed must be fast and easy.

For a few years, I always use the “messenger” model because it is what gives me more freedom in the movements while looking also elegant. The Sling model, for example, I excludes a priori because, in such a hot place, having the shoulder always covered would make me sweat a lot. Said so, here are my three bags, two Ona and one Lowepro, one in leather and the other in canvas.

Lowepro is the most spacious and complete, black and canvas material, is the least elegant of the three. It’s also very deep. This bag is mostly used in those situations or journeys where I do hiking or need to carry more gears. For this journey, it’s too much in everything.

Ona bags are much more comfortable and elegant and allow me to also go out in the evening without really looking like a photographer, so I prefer them. Between the two, the one on the right, the Brixton model, is more spacious but a bit too rigid, which makes the inner pockets practically unusable.

In the end, the choice fell on my favorite, albeit small but soft, compact and very elegant, the Leather Prince Street. Traveling with this bag is really a pleasure, but it can only contain a small camera, certainly not a reflex.

it’s pretty damn beautiful

Which camera?

Here the doubts have fallen almost immediately. I would have liked to bring them both, but I want to be focused on the newcomer, the Leica SL, so to better discover it and try it out the best. It will not be a long journey so I do not want to have too much material to handle. For this time, let the Leica M 262 rest at home.

Which lens?

With my new Leica SL, I can finally use all of the M42 lenses I’ve bought in the various vintage markets. Unfortunately, however, I had no time to test all of them, so to be on the safe side, I’ll take the M lenses:

  • The Voigtlander Skopar 21mm f4 – landscapes
  • The Summicron 28mm f2 ASPH – Street
  • The Summicron 50mm f2 – close up and portraits
  • The Tele-Elmarit 90mm – close up and portraits

What accessories to complete?

And here’s the rest of the accessories that complete my travel photo bag. In the picture above ther is also a Pentacon 135mm f2.8 which I then decided to leave home. (post edit: just couple of seconds before leaving, I dropped this lens in the bag! And ways an incredible great decision!!! )

  • Tripod (this is off the bag)
  • 5 batteries
  • A power bank for my iPhone
  • Shoulder strap
  • Cleaning kit (air blower, cloth, brush)
  • Leica M / Leica SL  – Leica M42 / Leica SL Adapters
  • Small Moleskin
  • 4 SD cards
  • A selfie stick
  • The faithful Lonely Planet

The battery charger stays in the suitcase.

Now let’s put everything in the bag

As you can see from the pictures above, everything fits in the bag without big problems. Considering that the camera will always be in my hands, in the end, I will even have room to put a bottle of water while I’m around.

Conclusions

It was not easy, but hopefully, I managed to really only get the essentials gears without overloading the bag. The rest of the job will be done by my heart and my eyes, hoping for another unforgettable journey full of beautiful photographs.

A presto,
Sabino